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venerdì 30 settembre 2011

Eh già.......



........sembrava la fine del mondo ma sono ancora qua!

giovedì 5 maggio 2011

Un ultimo favore

Si avvicina il giorno della possibile promozione in A, la febbre sale in città, si respira libidine bianconera in ogni angolo.
I tifosi si stanno organizzando in vari modi per dare la giusta cornice e il giusto calore che l'evento merita, mentre la squadra, con Mister Conte, sta preparandosi per non fallire il match point.
E proprio alla squadra mi voglio rivolgere, chiedendo ai ragazzi un ultimo favore.

lunedì 18 aprile 2011

FINALMENTE

FINALMENTE! E' quello che ho pensato sabato, tornando da Grosseto.
E non perché avevamo vinto la partita coi butteri, nemmeno perché siamo passati in testa alla classifica.
Non per la trasferta che era stata divertente davvero, con un esodo di massa e un pulmann di quelli ganzi, nemmeno perchè si risente profumo di Serie A, di grande calcio.
Non l'ho pensato per il primo goal di Cristiano Del Grosso (a proposito, tanto di cAppello) dopo 3 anni in bianconero, men che meno perchè dopo 31 anni siamo tornati allo Zecchini per una partita di campionato.

giovedì 14 aprile 2011

Al 36° chilometro............

E’ un momento particolare per la Robur ed i suoi tifosi; a distanza di un anno da quando la retrocessione in serie B fu praticamente sancita oggi l’aria profuma di serie A.
I tifosi contano le giornate che mancano per festeggiarla e fanno progetti per il futuro; poi, a scaldare maggiormente questa settimana a cui arriviamo dopo quattro vittorie, c’è anche la febbrile attesa per il derby con i torelli maremmani.
E quale migliore occasione per salire su questo cArro guidato da Mister Antonio Conte?
Trasferta vicina, squadra in un momento di grazia ed obbiettivo di inizio stagione sempre più vicino; figuriamoci se alcuni si fanno sfuggire l’occasione.
Addirittura c’è qualcuno che è corso a fare la tessera del tifoso per poter comprare il biglietto e poi si è accorto che i fogli e basta non erano sufficienti per l’acquisto del prezioso tagliando.
Segno questo, non con certezza assoluta ma comunque con alta probabilità, che se non l’ha fatta all’inizio è perché non si è abbonato.
Ma ora vuole esserci perché è l’evento senese di aprile così come a maggio potrebbe essere.........chissA!
L’anno scorso di questi tempi cominciavano ad andare al mare; ora invece cominceranno a venire al Rastrello, un po’ alla volta, con l’aria sicura come a dire “oh……io c’ero dall’inizio eh, son stato anche a Grosseto”.
Ma all’ultima giornata del campionato scorso a farsi prendere per il culo dagli interisti c’eri o no fenomeno?
Per questo mi farà tanta tenerezza vedere questa gente che è come se un podista cominciasse a correre la Maratona dal 36° chilometro; per l'appunto la Maratona ha 42 km e spiccioli come 42 sono le giornate di questo campionato.
Te sei li che corri e così dal nulla esce uno e si accoda al gruppo………..
Nessun problema; son contento perché tanto tutto il mondo è paese e se quest’anno succede questo è perché la Robur sta facendo un grande campionato ed i tifosi con la T maiuscola state certi che se lo sono goduto tutto, in casa e quando potevano anche fuori.
Nessun problema; anche perché lo stadio è bello quando c’è bolgia e quindi più siamo più ci divertiamo.
Nessun problema; anche nel 1999/2000 la Robur era un treno in corsa al quale via via attaccarono altre carrozze fino ad arrivare all’Apoteosi finale.
Tanta gente si è innamorata di questa squadra proprio in quel frangente e gli è rimasta fedele.
Però oggi che i tempi sono cambiati a causa di restrizioni assurde mi sia concesso, in questo momento di felicità ed euforia, rivolgere un pensiero a coloro che nei momenti di difficoltà non hanno mai abbandonato la squadra per senso di appartenenza ed orgoglio che è ben diverso dal senso di presenza per l’apparire.
Lo faccio perché alcuni di questi Tifosi non potranno partecipare a questa trasferta proprio a causa di leggi come la tessera del tifoso; leggi a cui non si sono voluti piegare.
Sto parlando di Tifosi che patiranno a non esserci; patiranno per non poter stare vicino a quella maglia che amano; non ci saranno ma a loro va riconosciuta la dignità della coerenza delle loro scelte e dei loro comportamenti.
Io sarò tra i tesserati che invece parteciperanno a questa trasferta ma ho ben chiaro che nei momenti dell’euforia c’è di tutto un po’; quando putroppo abbiamo attraversato momenti bui questa gente c’è stata e quando ricapiterà, tocchiamo ferro ma chi può sapere cosa ci riserva il futuro, questa gente ci sarà ancora.
Come al Derby dell’anno scorso dove, seppur da retrocessi, un po’ di Tifosi seguirono ugualmente la squadra per non dire dell’ultima in casa contro l’Inter quando molti, scusate ma ancora oggi chiamarli senesi è offensivo per gli altri, cedettero il loro abbonamento al miglior offerente vendendo così per 100, 200 o 300 euro, anche la propria dignità di tifosi insieme a quel tagliando.
Chi si è guardato negli occhi quel giorno credo se lo ricorderà per sempre perché voler condividere un momento di tristezza per la tua squadra ti da grande forza e grande fierezza………è un qualcosa che non si può comprare e tantomeno svendere con una firma apposta su una tristissima delega.
Per questo motivo mi dispiacerà non poterli vedere insieme a tutti gli altri; perché questi Tifosi se lo meritano più di tutti.

lunedì 21 febbraio 2011

Succede un sabato al Rastrello

Succede che come sempre, c’è la partita del Siena ma questa volta, invece di essere a bollore non hai voglia di andare perché sai già che dovrai ricordare un nostro amico tifoso che non c’è più, e sai benissimo che questo farà male...

Succede che quando arrivi in curva leggi negli occhi degli altri lo stesso sentimento che stai provando te, e pensi ancora una volta che sarà dura assistere a quella partita....

sabato 2 ottobre 2010

Piccoli senesi crescono

Questa ve la voglio raccontare, sono quegli episodi che riescono a risollevare anche una giornata di merda.
L'altro giorno con mia figlia, stavo attraversando il parcheggio della piscina dell'Acqua calda per andare a riprendere la macchina. A poca distanza da noi camminava un'allegra famigliola, una mamma con due fratellini (avranno avuto all'incirca 4 e 6 anni) che canticchiavano con voce fanciullesca tenendosi per mano, una canzoncina.
Distrattamente ho teso l'orecchio per capire quale canzoncina fosse, dato che mi pareva familiare.
In effetti mi pareva di averla già sentita, cerco così di carpire qualche parola del testo e.... si, la riconosco subito! "Il sogno di un senese è alzarsi a mezzogiorno, guardare verso il mare.....".
La mamma si accorge che sto ascoltando, così mi fa un sorriso un po' imbarazzato. Io, fiero di questi due gnometti che non conoscevo, rispondo con un sorrisone, faccio il gesto del pugno a mo' di incitamento e le dico: "GRANDI!!!".
A quel punto il suo imbarazzo iniziale si trasforma in un sorriso compiaciuto.
Inutile dire che appena montato in macchina l'ho insegnata a mia figlia.

Ora, questa che potrebbe sembrare solo una simpatica situazione, cela in realtà molti più significati.
Mostra una famiglia che, oltre ai normali valori del vivere quotidiano, insegna quelli legati all'attaccamento alla propria città in tutte le sue espressioni, inclusa la squadra di calcio.
Certo, ora è più semplice: far appassionare un bambino alla Robur quando era in C1 voleva dire renderlo in qualche modo "diverso", poiché a scuola gli altri parlavano di serie A e noi si giocava col Derthona, dando il "LA" a sonore prese per i fondelli.
Ma ora non è più così, i bambini nati negli ultimi anni crescono con il Siena ai massimi livelli del calcio, non hanno bisogno di cercare altrove per appassionarsi ad una protagonista.
Quindi la palla passa ai genitori, che però si dividono in due tronconi netti:
1) Quelli che, pur avendo coltivato una fede calcistica per uno dei soliti squadroni, avvicina il proprio figlio alla passione per la Robur, in quanto squadra della propria città.
2) Quelli che mostrano indifferenza per i successi del Siena e continuano imperterriti a tifare per altro, trasmettendo questa "anomalia" ai propri figli. E magari danno anche la mano di coppale portando il figlio nel settore ospiti quando si gioca Siena-Inter, salvo poi uscire dallo stadio e andare in contrada a fare i super senesi...
La mia speranza e che i genitori del "tipo 1" siano sempre di più, tanto che alla fine in qualsiasi scuola, i "diversi" siano coloro che non tifano Robur.
E guardate, non si tratta solo di fede calcistica: se la Siena di una volta, quella che tutti almeno a parole vorremmo, quella che conserva, tramanda e afferma certi valori, ha qualche chance di
sopravvivere, è grazie ai bimbi come quelli che ho incontrato, che saranno la Siena di domani.
I bimbi con la maglia del Siena indosso, che vedo sempre più numerosi in giro per le strade e allo stadio, mi fanno ben sperare....

Vomerone

giovedì 18 giugno 2009

Abbonamento

Che fai t'abboni? noe chissà che fo!
Io un lo so se lo fo, vendano tutti.
Che vendano è normale, io lo so,
chi dice male sono solo farabutti.

Se vendano qualcuno un altro arriva.
Davvero? pensavo si rimanesse senza.
No no tranquillo sennò nessun partiva.
Bisogna solo aspettà, ave' pazienza!

Maremma indiavolata, c'hai ragione
unn'ho mai visto giocà in dieci o sette.
Allora so' tranquillo, il Roburrone
undici giocatori in campo mette.

Maremma m'hai convinto per davvero,
corro subito a fà l'abbonamento
perchè il mio cuore è solo bianconero
e cerco di portarceli altri cento.

Bravo! ora mi garbi, il Siena unn'è una moda
è una passione vera che innamora
se t'abboni prima un fai la coda
ci metti due minuti, mica un'ora!

Corro, ti saluto, scappo, bona!
A proposito lo sai che ti dico?
Ma quanto sarà strullo chi un s'abbona...
Davvero è proprio uno sciabordito.

chiantidoc

sabato 18 aprile 2009

Per una buona causa


Domenica l'incasso della partita Siena-Chievo sarà interamente devoluto alle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto.
Chi legge il nostro blog è molto probabilmente tifoso del Siena e quindi sarà sicuramente presente, vogliamo però sensilizzare tutti a pubblicizzare la cosa con i vostri amici, parenti e conoscenti. E' importante che anche chi solitamente non si interessa di calcio o del Siena, compri il biglietto e approfitti di questa iniziativa per fare una cosa buona.
Questo non è un appello come quelli fatti altre volte in vista di una partita importante, non è rivolto ai tifosi ma a tutti coloro che vogliono dare il loro piccolo contributo a una buona causa.
Quindi, appassionati di calcio e non, tifosi del Siena e non, domenica comprate perlomeno il biglietto e, se potete, venite allo stadio. Così facendo avrete contribuito a dare una mano a chi in questo momento ha davvero bisogno.
Poi, chissà, magari scoprite anche che a vedere il Siena ci si diverte...

giovedì 16 aprile 2009

Un valore aggiunto chiamato Fedelissimi

In un lontano dicembre del 1970 furono gettate le basi per l'attuale Siena Club Fedelissimi; probabilmente nessuno di questi baldi pionieri si aspettava di arrivare a quello che oggi è il Club a cui hanno dato vita.
Uno di loro ne è il Presidente ed in questi oltre 38 anni di vita bianconera tanti si sono aggiunti a loro.
Bel risultato partire in 10 volenterosi, con la squadra in uno dei tanti gironi della serie D, girone E per la precisione, ed arrivare dove sono arrivati oggi.
In quella stagione i tifosi che c'erano si fecero gli auguri di Natale in occasione di Siena - Quarrata (1 a 0 con goal di Bruschettini); nel campionato in corso la partita prenatalizia è stata Siena - Inter.
Certo che la vecchia Robur ne ha fatta di strada ma se quel manipolo di tifosi, in un momento di grande difficoltà, non si fosse unito nel nome della comune passione calcistica chissà quale partita avremmo visto prima del Natale appena trascorso.
Perchè i momenti duri credo che, allora ero appena nato, furono quelli che li unirono ma poi ce ne sono stati molti altri fino ai giorni nostri compresa la gloriosa Presidenza De Luca; ed in tutti questi frangenti sono stati loro a perorare la causa della Robur "andando a rompere le scatole" a chi poteva fare qualcosa per aiutare la realtà calcistica della nostra città.
Esiste a Siena un Sindaco che non abbia ricevuto una delegazione di tifosi del Siena Club Fedelissimi?
............non credo proprio!
Ed oggi come allora se ci pensate bene non è cambiato molto; le porte a cui bussare son sempre le stesse e spesso anche qualcuno di coloro che bussa............magari solo un pò invecchiato.
Prima erano "quei rompiscatole del Siena"...........oggi pure; solo che hanno un'altro prestigio anche perchè dietro a loro si è formato un movimento di persone talmente vasto, e non mi riferisco solo agli associati del Club ma a tutti i tifosi bianconeri, che rende davvero pesante quella mano che bussa.
Nel panorama calcistico italiano ci sono molti club prestigiosi, ultras e non, che si sono sciolti perchè non esistevano più le condizioni per continuare dovute a diatribe interne o anche a risultati disastrosi della squadra; nel momento di difficoltà hanno mollato.
Invece il Siena Club Fedelissimi è nato in un momento difficile, molto difficile, e quando un sentimento riesce ad unirti mentre rischia di scomparire, il legame che si forma e che poi si tramanda è in grado di resistere a tutte le intemperie e la Robur ne ha attraversate diverse di burrasche, con i Fedelissimi sempre accanto.
Sono stato spinto a scrivere questo articolo dall'ennesima dimostrazione dell'importanza di questo Club avuta alla cena di ieri sera per festeggiare il 30° compleanno del periodico Il Fedelissimo oggi diventato addirittura quotidiano online.
Si perchè quel foglio A4 piegato in due è uno dei tanti fiori all'occhiello di questo club che nel corso degli anni ha migliorato le vecchie idee adeguandole ai tempi, come dimostra il vecchio giornalino, e via via ne ha introdotte di nuove come il Premio Robur.
Nato nel 2002 per consegnare un meritato riconoscimento al compianto Paolo De Luca è il ringraziamento del Club alla persona o ad un ente che si è distinto con le sue azioni a favore della Robur; è andato ad affiancare il più datato Fedelissimo D'oro che invece viene attribuito ad uno dei giocatori.
Premi tangibili attribuiti in segno di riconoscenza per quanto fatto in favore della nostra passione.
Riconoscenza e memoria sono i valori che riscontriamo sempre in tutto ciò che viene fatto dai Fedelissimi ed anche ieri sera, insieme ai protagonisti di oggi, c'erano quattro di quelli di ieri; che bello rivedere Tosolini, Notari e Pazzaglia; Rossetti ormai è di casa.
Una gratitudine ed una memoria che si spinge anche più lontano nel tempo come gli auguri ad Aldo Dapas che questa maglia la indossò dal 1938 al 1942 o anche la cena organizzata per festeggiare i giocatori che vinsero lo scudetto di quarta serie nel 1955/56.
Ma anche iniziative di supporto a vecchi eroi bianconeri come l'appoggio dato a Leo Lovari per riabbracciare sua figlia Maria.
Insomma una memoria senza tempo verso chiunque abbia contribuito, anche con un piccolo mattoncino, al prestigio di questa maglia.
Oltre a ciò anche iniziative umanitarie come la raccolta fondi per costruire pozzi in Africa o la più recente per il tremendo terremoto che ha colpito l'Abruzzo.
E' veramente impossibile ricordare tutto quanto hanno fatto per pura passione; entusiasti quando si deve, critici e duri al momento giusto e con chiunque senza guardare chi fosse la controparte perchè il comandamento è uno solo, fare e salvaguardare sempre gli interessi della Robur.
Il prestigio acquisito e la militanza sul campo non li hanno nemmeno resi un pochino snob perchè chiunque si sia voluto unire a loro ha trovato la porta aperta ad accoglierlo oppure ad aiutarlo per sviluppare altre realtà di club di tifosi come le tante che sono nate nel corso degli ultimi anni.
In quella splendida atmosfera della cena di ieri sera hanno avuto modo di mettersi allo stesso tavolo i più importanti rappresentanti delle istituzioni senesi e dell'A.C. Siena spa a partire dal Presidente della nostra banca, Giuseppe Mussari, al vicesindaco Marzucchi, all'assessore allo sport Bianchi, al Presidente Lombardi Stronati.
Tutti insieme ai tifosi perchè anche di fronte ad una tavola imbandita, complimenti ai cuochi, ed in un clima di festa si può trovare il modo per buttare giù idee che possano rendere ancora più prestigiosa questa società che è nel cuore di noi tutti.
Un semplice GRAZIE è sicuramente riduttivo ma non fa mai male; grazie davvero Fedelissimi, grazie a tutti voi, anche a chi non c'è più, per aver vestito i panni del perfetto avvocato della Robur per oltre 38 anni............semmai sarei un tantino preoccupato della parcella ma tanto avete sempre fatto tutto per passione!

lunedì 13 aprile 2009

Bologna-SIENA: la trasferta

Visto che i media locali non lo fanno nella maniera adeguata, vogliamo raccontare la giornata vissuta insieme agli altri 800 tifosi al seguito del Roburrone.
Con alcuni amici abbiamo optato per la macchina, al fine di arrivare prima e degustare la cucina tipica bolognese in una trattoria locale. Mentre noi eravamo in viaggio, alcuni tifosi senesi e bolognesi disputavano una partita amichevole (per la cronaca vinta dai tifosi felsinei), anteprima di quella del pomeriggio.
Dopo aver mangiato molto bene in una trattoria gremita di senesi ci rechiamo in tutta tranquillità allo stadio.
Si vedono spuntare tifosi bianconeri da tutte le parti, ci sono diversi pullman, alcuni fatti dalle contrade come qualche tempo fa (ricordo quelli di Bruco, Istrice, Lupa), e poi tanti pulmini, macchine, scooteroni, camper, insomma, Siena e la sua provincia si sono davvero mobilitate per seguire il Siena.
I soliti controlli di rito ai tornelli, qualche osservazione per le cinture, qualche battuta scherzosa con alcuni steward; non so perché, forse sarà il vino, i bolliti, la temperatura mite, ma c'è aria di "grande giornata".
Raggiungiamo il settore ospiti, il clima di euforia viene subito confermato. Tanta gente di tutte le età a seguire la Robur, tanto bianconero dappertutto.
C'è voglia di cantare, di fare tifo, di spingere i ragazzi verso un'impresa che non osiamo nemmeno sperare. "Un pareggio ci basta", dicono i più.
Entrano le squadre, 800 voci si uniscono al canto della Verbena, poi il toccante silenzio per gli amici abruzzesi, rotto soltanto dalla smania di protagonismo di un imbecille.
Poi si gioca, neanche il tempo di iniziare e l'Arciere ci da la prima gioia: un'azione rapidissima, nella quale Big Mac si conferma assist man e Calaiò finalizzatore di razza.
Esplode la nostra gioia, il Siena c'è. Ora tocca agli altri.
Neanche il tempo di rimettersi a sedere che i bianconeri si trovano a battere un calcio d'angolo. Se ne incarica Galloppa, svetta Portanova, GOAL!!! 2 a 0!!! Sembra proprio la firma sulla salvezza.
Esultiamo increduli, 2 goal in 10 minuti, a volte ci sono volute 3 o 4 partite.
E' un Siena spietato, ha un altro passo, i felsinei sono frastornati, non riescono a reagire, il pubblico bolognese continua a incitare ma in modo più "minaccioso" (fuori le palle, ragazzi fuori le palle...).
Il Bologna tenta la reazione della disperazione, la posta in gioco è alta e vale l'intera stagione, ed è proprio da uno di questi affondi che nasce una punizione pericolosa: batte Volpi, Curci esce male, Marazzina è il più pronto di tutti, insacca e riapre la partita.
Piove sul bagnato, oltre al goal subito si infortuna Curci, entrerà poco dopo Ele.
Iniziamo a preoccuparci un po' il Bologna ora ci crede, il Siena sembra un po' in difficoltà, forse la festa è rimandata. Ma i ragazzi giocano da squadra, fanno gruppo e riprendono campo. Dagli spalti cerchiamo di dar loro una mano, cantano veramente tutti, dal più vecchio al più giovane. Scendiamo tutti in campo a fianco dei bianconeri. Il primo tempo si chiude con il Siena tutto in attacco.
Rprende la partita, il Bologna vuole dire la sua, il Siena non ci sta e tiene botta facendo ricorso alle sue armi migliori, freschezza atletica, organizzazione di gioco e possesso palla.
Entra Ghezzal per Calaiò (ottima prova la sua), poi si fa male anche Big Mac e lascia il posto a Frick. Ed è proprio la sua velocità che propizia la terza rete: cerca di raggiungere un pallone vagante, "svernicia" letteralmente un difensore rossoblù, serve Kharjà che tira sul palo, Ghezzal è pronto sulla ribattuta e segna da pochi passi.
Il settore ospiti è in delirio, ci abbracciamo tutti, ormai certi che il prossimo anno rigiocheremo in serie A.
Il Bologna è un pugile suonato, il Siena è padrone incontrastato del campo, la partita sarebbe ormai finita, se non fosse per la papera di Antonioli che regalà la gioa del goal a uno strepitoso Kharjà.
Sugli spalti è gioia vera, festeggiamo con i nostri inni preferiti, la Verbena e la Marcia del Palio, che cantiamo solo in occasioni veramente particolari. E poi cori per i ragazzi e per Marco Giampaolo, che ha risposto alle critiche con i fatti.
I giocatori vengono a salutarci, tirano di tutto, rimangono in mutande, la simbiosi tra questa squadra e la tifoseria senese si mostra in tutta la sua genunità.
Festeggiamo ma senza eccedere, per rispetto agli amici bolognesi che stanno vivendo davvero un brutto momento.
Lasciamo Bologna col morale a mille, una giornata trionfale per il calcio senese. Oltre 800 persone a rappresentare un città in delirio per la sua squadra di calcio...
Auguriamo al Bologna di salvarsi (e speriamo di poter loro dare una mano a farlo tra due domeniche...), perchè sia la città che la tifoseria meritano la serie A.
Per il resto... Grazie RAGAZZI!

Vome

Luca, uno di noi

La trasferta di domenica è stata memorabile sotto più punti di vista, vorrei però raccontare una cosa che forse non tutti hanno notato.
Insieme agli oltre 800 senesi, nel settore ospiti c'era anche un tifoso diciamo "atipico", Luca Rossettini.
L'ho incontrato mentre stavamo uscendo dallo stadio, e ci siamo scambiati un saluto come facciamo di solito con molti altri amici tifosi.
Potrà sembrare una cosa da poco ma a me è fatto davvero piacere.
Si perché se un giocatore decide di guardare la partita invece che dalle comode (e gratuite) poltroncine della tribuna Vip, dal settore ospiti insieme ai suoi tifosi, questo vuol dire tante cose.
Vuol dire che forse vuol vivere la partita per una volta da tifoso vero, con le emozioni, i rumori, gli odori che quando sei in campo non riesci a percepire.
Vuol dire che si sente a casa, e che non ha problemi a mischiarsi con i suoi tifosi perché consapevole che loro sapranno rispettare la sua voglia di essere in mezzo a loro senza approfittarne e "soffocarlo" di attenzioni, come altre tifoserie più "appiccicose" farebbero.
Vuol dire che sa che portare amici o parenti in trasferta coi suoi tifosi non costituisce un motivo di rischio, probabilmente perchè crede nella civiltà e nella correttezza dei sostenitori bianconeri.
Vuol dire che un giocatore di serie A può e vuole essere un ragazzo normale, cui piace stare in mezzo alla gente normale per vedere una partita della sua squadra del cuore.

Chissà, forse ci ho visto molto di più di quello che c'era davvero dietro alla presenza di Luca Rossettini nel settore ospiti a Bologna ma, conoscendo il ragazzo, forse non ho sbagliato di tanto.
Comunque lo ringrazio per essere stato lì con noi a condividere un momento storico per la Robur, per me è stata la ciliegina sulla torta di una giornata perfetta, mi ha reso ancora più orgoglioso di tifare per questi colori perché mi ha confermato che certe cose così "sane", possono succedere solo a Siena e in pochi altri posti.

Vomerone

lunedì 16 marzo 2009

I nostri colori

I nostri colori partono da lontano e soprattutto dal basso; abbiamo salito tutti gli scalini e siamo arrivati in cima con pieno merito.
I nostri colori sono stati avvolti a lungo dalla polvere dei campi dove la Robur battagliava dietro ad un pallone senza sponsor.
I nostri colori sono sulla nostra pelle perchè ci appartengono.
Ce li hanno impressi i nostri babbi; per nostra fortuna non avevano mania di grandezza e semplicemente la domenica ci prendevano per mano e ci portavano a vedere la Robur al Rastrello come ora molti di noi fanno con i propri figli tramandando quello che è un valore senza ombra di dubbio.
...De Filippis, Notari, Tosolini, Giovanardi, Noccioli, Salvemini, Colombi, Simoni, Ferranti, Rambotti, Pazzaglia.........che tempi!
La festa per la promozione in serie C conseguita da quella squadra fatta sul prato del Rastrello, le foto fatte a sedere sulle ginocchia dei giocatori; davvero degli splendidi ricordi.
Dopo la partita della Robur tutti di corsa a casa a vedere il grande calcio con il primo o il secondo tempo (a seconda di quando avevano fatto più goal)trasmesso dalla Rai; quel calcio dove il Milan aveva Rivera e noi Pazzaglia ma noi eravamo contenti così.
Dopo una storia nei campi di periferia da qualche anno la Robur si è tolta la polvere di dosso e luccica sul massimo palcoscenico di quel grande calcio.
Ed allora cari raccattati da tutto il globo che siete venuti a Siena per fare gli strillini dietro a Kakà, Pato ed al marito della Spice.......cosa volete che ce ne freghi a noi se abbiamo perso 5 a 1!
Voi non avete una passione che vi attorciglia il cuore ma avete semplicemente scelto di partecipare ad una festa scegliendo il locale dove pensavate di divertirvi di più; provo davvero pena per voi perchè i nostri colori sono un altra cosa e la nostra Robur è un privilegio che noi sentiamo a pelle.
A voi rossoneri, ma anche ai vostri cuginetti, ai gobbi; a tutti quanti voi basta guardarvi per capire che non state insieme.
A differenza dei Genoani, ospiti a Siena due settimane fa, voi siete solo un'accozzaglia di persone.
Pensate forse che noi nutriamo invidia nei vostri confronti?
Toglietevelo dal capo perchè non c'avete capito niente; quello che lo stadio vi ha voluto cantare in faccia sul 5 a 1 è un qualcosa che non potrete avere mai perchè non potrà comprarvelo il vostro presidente, non potrà regalarvelo l'arbitro di turno, non ve lo potrà dare nessun vessillo neanche se vi colorate di rossonero dalla testa ai piedi e vi legate addosso 6 sciarpe.
Quello che lo stadio ha intonato incurante di quanto succedeva in campo si chiama senso di appartenenza ad un qualcosa che delle volte ti fa soffrire ma che non puoi smettere di amare.
Ieri c'era Pazzaglia e oggi Maccarone; intorno noi Tifosi che amiamo il Roburrone!

venerdì 23 gennaio 2009

Poesia e Robur

L'infinito
Sempre caro mi fu quest'ermo greppo,
e questa nebbia, che da tanta parte
della torre del Mangia il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
fraseggi e.. "dalla a quello !!" e sovraumani
patimenti, e rapidissima "Rete!!"
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il gufo non spaura. E come il gol
odo segnar tra quelle gambe, io quello
infinito fraseggio alla spizzicata di Flo
vo comparando: e mi sovvien l'eterno
e le passate stagioni e la presente
egli equilibri suoi. Così tra questa
immensità s'annega il pensier mio:
e il naufragar mi è dolce in questa guazza

Bosley

San Martino
La nebbia all'irto greppo
piovigginando sale
spero che, zio maiale
il Ce--i abbia a stiantar

certo che ogni tifoso
vedendo quel progetto
si senta forte in petto
voglia di vomitar

Robur sui prati verdi sempre fraseggiando
sta l'altrui portier fischiando sulla porta,
a rimembrar, delle altre squadre
tanti tiri veri, con esuli pensieri al nostro fraseggiar

Ala Destra & Chiantidoc

lunedì 22 dicembre 2008

Tu scendi sulla fascia...

Siamo ormai prossimi al Natale, gli auguri quest'anno ve li vogliamo fare con un omaggio musicale.
Prendete la nota canzone natalizia "Tu scendi dalle stelle" e canticchiatela sostituendo il testo originale con quello che leggete qui sotto... Buon divertimento

Tu scendi sulla fascia, o Camillone
e crossi proprio in mezzo......per Maccarone
e crossi proprio in mezzo......per Maccarone.
Vergassolino mio adorato
io ti vedo li a contrar; che capitano
ah quanto c'azzeccò, chi t'ha comprato!
ah quanto c'azzeccò, chi t'ha comprato!

A te che sei dell'area sempre il migliore,
Daniele Portanova, che giocatore!
Daniele Portanova, che giocatore!
Caro El Topa, pargoletto.
Se questa nostra maglia ancor, più t’innamora
te fagli un altro tunnel e un altro ancora!
te fagli un altro tunnel e un altro ancora!

Chi gioca nella Robur è uomo vero
in campo a lottar con petto fiero!
in campo a lottar con petto fiero!
Bianconero del mio cuore,
che al Rastrello mi portò.....squadrone mio
l'amore è anche patir lo sento mio!
l'amore è anche patir lo sento mio!

Con Coppola e Galloppa devan soffrire
se poi c'è anche Codrea è una trincea!
se poi c'è anche Codrea è una trincea!
In mezzo a quei tre legni, sembra una airone
ecco Gianluca Curci il portierone!
ecco Gianluca Curci il portierone!
Jarolim, il professore
gioca sempre con ardore, che grande squadra!
T'avessi un dì sognato.....so' accontentato!
T'avessi un dì sognato.....so' accontentato!

Ma come non citare, tra quei cittini
il baldo giovin Rossi e Rossettini!
il baldo giovin Rossi e Rossettini!
Nessun dei miei eroi, scordare posso
Belmonte su una fascia, di là Del Grosso!
Belmonte su una fascia, di là Del Grosso!
Barusso, Moti e Kharja
Noi saremo sempre qua!
Calaiò, Frick e Ficagna
questo Siena è una cuccagna, che grande squadra!
T'avessi un dì sognato.....so' accontentato!
T'avessi un dì sognato.....so' accontentato!

Viva Brandao e Manitta......anche Ghezzal
viva il Roburroneeeeeeee........e Buon Natal!
viva il Roburroneeeeeeee........e Buon Natal!

venerdì 19 dicembre 2008

Rastrello? Si, grazie!

Pubblichiamo un simpatico sonetto dedicato al "nostro" Rastrello, inviatoci da un caro amico nonché tifoso DOCG.
Ehila buongiorno mio vecchio Rastrello,
teatro di tante battaglie gloriose,
sai, non ti vogliono più mio bello;
le motivazioni non sono misteriose...

Dicono che non sei all'altezza.. ma quello..
quello che vogliono fare interrato
in mezzo alle nebbie, o che è piu bello?
senza una curva, un greppo rialzato,

in culo al mondo, umido si stianta,
e costa un monte di soldi di tutti
eh si mio caro, la tristezza è tanta,
si si s’è detto so’ dei farabutti.

C’è chi di quel progetto, sai, si vanta
come se fosse l’opera del duomo.
Invece è un bel troiaio, mamma santa!
ma una cosa..!! che se trovo l’omo

che gli è venuto in mente di pensallo
gli dico "ma sei strullo o fai?
ma te saresti anche un architetto?
Te alla partita non ci vieni mai.

E ti dirò… mi viene anche di getto,
ma perché in culo non ci vai?"

chiantidoc sonetto

giovedì 9 ottobre 2008

Grazie Stefano!

"Vorrei alzarmi e correre con voi, ma non posso. Vorrei urlare con voi canti di gioia, ma non posso. Vorrei che questo fosse un sogno dal quale svegliarmi felice, ma non lo è. Vorrei che la mia vita riprendesse da dove si è fermata. Grazie a tutti."
Questa è una frase pronunciata da Gianluca Signorini il 24 maggio 2001 di fronte ai suoi Tifosi Genoani nella serata organizzata in suo onore per raccogliere fondi destinati alla ricerca sulla SLA. In quella occasione lo stadio Luigi Ferraris si riempì all'inverosimile per onorare il Capitano ed il suo ingresso in campo fu toccante con Signorini che, come tutto lo stadio, non poté trattenere le lacrime.
Ieri sera sembrava di rivivere le stesse emozioni; alla fine della partita Stefano Borgonovo, ricoperto di stendardi della Fiorentina, è andato a salutare la sua Curva facendosi fotografare con i suoi tifosi alle spalle come fosse una foto di famiglia.
Si è recato da loro spinto da Roberto Baggio; ancora insieme sotto quella curva come 20 anni fa; con quel compagno ed amico con il quale misero a segno 29 reti.
Ieri come allora la curva ha sprigionato tutto il suo calore per abbracciare idealmente un loro amico e per omaggiare una grande persona.
Credo che proprio in quel gesto compiuto da Gianluca Signorini; nel coraggio di presentarsi di fronte al suo pubblico non più in maglietta e pantaloncini con la fascia di capitano al braccio ma in ben altra situazione, Stefano Borgonovo abbia trovato la forza ed uno stimolo in più per fare ciò che ha fatto.
Bisogna essere un grande Uomo per avere la forza di mostrarsi a chi ti ricorda diversamente e che oltre ad una grande ammirazione per il coraggio è naturale che provi anche un po' di compassione.
E bisogna essere ancora più grandi per farlo con la consapevolezza che per quanto la ricerca possa fare non ti potrà restituire la vita che avevi prima.
Forse però la ricerca potrà evitare che in futuro altri debbano subire le conseguenze di questa stronza della SLA.
Sembra che da alcuni calciatori sia partita la proposta di utilizzare una percentuale dei loro guadagni per finanziare gli studi su questa malattia e ciò, come tutto il resto, rimarrà un merito di coloro che hanno sensibilizzato la gente come hanno fatto con grande coraggio prima Gianluca Signorini e ieri sera Stefano Borgonovo.
Grazie per quanto ci avete insegnato e complimenti al pubblico fiorentino che ha dimostrato un grande spessore morale con la loro presenza così massiccia e calorosa.

TDF

martedì 30 settembre 2008

ROBURRONE CHE PASSIONE!!!

Siamo già a martedì
ed è gia fibrillazione.
Come mai? ma che dì...
cinque giorni e c'è il Sienone!

E' tutta una discussione:
giocatori, schemi e gioco;
colpa dell'allenatore?
forse questo è bono a poco?

Ma la nostra è gran passione,
e 'un ci farà mai far fogo
vedè in campo il Roburrone..
Forza Siena a tutto foco!!!

Presidente...!!!! che discorsi..?
vole vende, vol restare..
Lei unn'è bono certo a porsi..
se apre bocca... fa stiantare...

Si! la maglia bianconera,
che ci allarga sempre il cuore,
c'era quando lei un c'era,
c'era invece il nostro amore;

per noi è sempre primavera
se si pensa al Roburrone.
Per lei no? sfortuna nera!!!
Che ne sa lei... di emozione...
Per noi invece... è gioia vera!!!!

chiantidoc

mercoledì 30 aprile 2008

Una partita importante

Mercoledì 30 aprile allo stadio Artemio Franchi - Montepaschi Arena, si disputerà una partita di calcio che vale ben più di tre punti in classifica.
Alle ore 19 si affronteranno l'Ac. Siena e la squadra del Comitato Aurora composta da personaggi del mondo dello spettacolo e da alcuni giocatori dell'Ac. Siena.
L'incasso sarà devoluto all'Associazione Comitato Aurora Onlus, che si sta impegnando per combattere l’Adrenoleucodistrofia, una rarissima malattia genetica che colpisce soprattutto i bambini.
Cerchiamo quindi di essere presenti in massa, il biglietto costa solo 5 euro, che non potrebbero certo essere spesi meglio.
Tra l'altro sarà l'occasione per salutare Paolo Negro e Gianluca Falsini, due ex bianconeri che giocheranno nelle file del Comitato Aurora.
Facciamo vedere che Siena è una città piccola ma con un grande cuore

giovedì 13 dicembre 2007

Il Terzo tempo



Messaggio scritto alle 08-12-2007 09:15:36 Ip: 81.208.106.***
mk.1893 07/12/2007 - 21:18
Siena?
... vi posso assicurare che se non c'è gemellaggio poco ci manca... almeno tra tifosi "normali".
Ricordo nei vari siti quello che scrivevano di noi e delle rumente.
Quella partita, della loro serie A, la vincerono perchè noi la volemmo perdere!!!!
ricordo davanti allo stadio, al parcheggio, io piangevo (giuro) e vidi un auto, una famiglia con sciarpe bianconere.
Mi guardarono un po' spaventati e si ricomposero subito dai loro canti di gioia.
Mi avvicinai e gli regalai la mia sciarpa facendogli i complimenti.
Il papà, mi regalò la sua.
PIETRICCIO PRESENTE.
... lo rividi a massa marittima in estate, girtavo con la sciarpa del pietriccio in mezzo a loro e con la maglia del genoa....
No, domenica, che si vinca, ma massimo rispetto per il siena e i suoi tifosi.
mk


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Questo è un post apparso sul nostro muro che qualcuno ha ripreso da un forum genoano.
Prima della partita di domenica scorsa mk. 1893 racconta un episodio successo il 24 maggio 2003 al termine di quella mitica partita della Robur.
Credo che questo episodio rappresenti il miglior "terzo tempo" possibile; un terzo tempo che la Lega vorrebbe imporre sul rettangolo di gioco ma che invece deve venire spontaneo dentro e fuori dal campo grazie alla cultura sportiva ed all'intelligenza di chi lo mette in atto.
Personalmente in questo breve racconto ho trovato talmente tanti valori che lo trovo bellissimo e se fosse possibile, invece di parlare di aria fritta, in televisione dovrebbero trovare spazio certe cose.
Mi sento orgoglioso di essere un tifoso bianconero e quindi "amico" di questi senesi che trattengono la loro gioia per rispetto del dolore altrui per non dire del grande tifoso genoano che gli porge la sciarpa come a ringraziarlo della sensibilità e per tranquillizzarlo come a dire "hai vinto con merito, non temere e continua a far festa".
Pietriccio Presente ed mk. 1893 siete davvero delle grandi persone; il vostro incontro fatto di onore, rispetto e passione è la pubblicità migliore per un calcio che ha perso certi valori.

giovedì 15 novembre 2007

In trasferta a: Udine

Dimmi cosa mangi (e bevi) e ti dirò chi sei.
Non ho idea di chi abbia detto questa frase, ma cerco sempre di tenerla a mente.
Nei miei (pochi) viaggi in Italia e all’estero mi sono comunque dato l’obiettivo di “assaggiare” sempre le tipicità dei luoghi che vado a visitare.
E i sapori e gli aromi mi hanno sempre confermato che ogni prodotto tradizionale và gustato dove viene prodotto.
Ma che c’entra la Robur? Beh, la Robur è una passione e per viverla meglio ho provato in alcune occasioni a passare 2/3 giorni nelle campagne delle città che ospitavano il Siena. Il mix è stato ottimo. Allora provo a dare alcuni suggerimenti per chi fosse tentato di fare altrettanto.
Udinese Siena del 25 Ottobre.
Vicino ad Udine ci sono numerosi agriturismi, un po’ per tutte le tasche.
Consiglio quelli un po’ fuori dai circuiti commerciali o che comunque abbiano una vera Azienda Agricola alle spalle. Infatti nel caso sarà più facile mangiare veri prodotti tipici spesso fatti con materie prime prodotte da loro.
Allora http://www.paginebianche.it/ e digitare agriturismo in Friuli Venezia Giulia.
Il mio consiglio è di individuare un agriturismo che faccia anche ristorazione, poiché la qualità trovata sino ad oggi è di gran lunga superiore alla media dei ristoranti.
Assolutamente da assaggiare il FRICO ( sarebbe il fratello bono del Frick ) e la polenta che vi sarà propinata in numerose ricette, nei secondi il maiale la fa da padrone, io proverei il Muset. Il Muset e' il cotechino tradizionale del Friuli, si prepara con parti del maiale grasse e magre che vanno macinate con spezie, cannella, noce moscata, pepe nero, coriandolo e peperoncino. In base alla tradizione il Muset va servito bollito con "brovade", (rape fermentate nelle vinacce), e talvolta anche con i fagioli.
Passando alla parte liquida, c’è da sbizzarrirsi, il Friuli ha una grande tradizione in fatto di vini e grappe. Bene provate il Refosco dal Peduncolo Rosso del quale vi segnalo un approfondimento perché secondo me davvero lo merita. La grappa non la bevo e quindi taccio.
Prima o dopo la partita qualche giratina bisognerà pur farla.
Tra le visite “obbligate” c’è sicuramente San Daniele del Friuli, piccolo centro posto su una collina, famoso per il suo unico e omonimo prosciutto.
“Il prodotto tipico” lo potete trovare ovunque, bar, osterie, ristoranti, alimentari. L’invasione di “fabbriche” di marchi nazionali ne ha purtroppo standardizzato la qualità, ma di buona qualità comunque si tratta. E allora ci vuole un bel pranzetto veloce o una merenda a base di prosciutto e un bicchiere di vino prima di salutare San Daniele.
A San Daniele poi troverete un piccolo museo delle due grandi guerre. Tra reperti di ogni genere sarete ricevuti da un alpino dal fisico imponente, il sig. Enzo Burbera, che vi metterà un po’ di soggezione. Parlando scoprirete che ha un incredibile odio verso le armi e la guerra. Bene provate ad aggraziarvi le sue simpatie, se tutto è andato bene lo scoprirete all’uscita, perché nel caso vi farà accomodare di fronte ad un grande camino e tirerà fuori da un antro nascosto una “bordolesina” di liquido dorato.
Si tratta di un nettare dal sapore meraviglioso, un vino che non si trova in commercio, lo chiamano semplicemente Fragolino. Viene prodotto con uva fragola lasciata appassire, più o meno il procedimento del nostro Vinsanto, ma mantiene quell’inconfondibile sapore che solo i prodotti “fatti in casa” sanno mantenere.
Consiglio anche Palmanova, la città Stella.
Poi c’è Cividale del Friuli, un po’ lontana ma certamente meritevole.
N.B. Se con voi avete moglie e/o figlioli evitate il centro commerciale vicino allo Stadio, non ne caverete le gambe.

Da mettere in valigia nel viaggio di ritorno, con le solite controindicazioni, che i prodotti portati a casa non mantengono mai il sapore che hanno sui luoghi di produzione, ci sono formaggi e vini.
Tra i formaggi il Montasio è quello più famoso, protetto da una DOP, ma c’è anche un’ottima Ricotta affumicata. Tra i vini, restando sul Grave e l’Annia, da provare i Cabernet Franc e Sauvignon, il Merlot, i Pinot e il Tocai. Prodotti più tipici e particolari il Refosco di cui già vi ho detto e il Franconia vino doc prodotto nelle sole province di Udine e Pordenone.
L’anno scorso ci siamo portati a casa anche “tre pappine”.
Io quest’anno proverei a lasciarle a loro.

Rambotti