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venerdì 15 gennaio 2010

Conferenza stampa di Mezzaroma

Oggi, venerdì 15 gennaio, alle ore 16

presso PALAZZO BERLINGHIERI

si terrà la conferenza stampa del nuovo azionista di maggioranza della Robur

MASSIMO MEZZAROMA

LA CONFERENZA STAMPA E' APERTA AL PUBBLICO

ANDIAMO A DARGLI IL BENVENUTO

Babbo Natale esiste.........per davvero!

Chissà........forse quel signore con la barba lunga e bianca al quale milioni di bambini scrivono la letterina esiste veramente.In data 24 novembre 2009 pubblicammo sul blog proprio la lettera di un bambino che probabilmente per errore era giunta a noi.
A causa di questo disguido postale ci è voluto un pò più di tempo ad esaudire il suo desiderio ma finalmente, dopo un'accurata spunta dei nomi, il magico "vecchietto" ha accontentato anche lui......sebbene un pò in ritardo; credo comunque che sarà perdonato!
Forse perchè ormai era l'ultimo fatto sta che stanotte in molti siamo rimasti svegli ad aspettare l'atteso regalo fino a quando, dopo svariati falsi allarmi, finalmente è arrivato il sospirato dono.
E' stato un Babbo Natale davvero giovane colui che ha portato il sacco e lo ha aperto dinanzi a tutti noi sapientemente nascosti (ma nemmeno poi tanto); lo sbalordimento e la soddisfazione ben presto hanno lasciato spazio a tappi di spumante che volavano e brindisi di felicità........è stato davvero bello ed emozionante avervi assistito.
Da noi che siamo amici di questo bambino un grazie di cuore al Babbo Natale che l'ha consegnato e soprattutto a quell'altro Babbo che l'ha confezionato............ora Robur è nuovamente un bambino felice!

FINALMENTE!

Nella prassi comune a chi lascia un incarico si rivolgono i saluti di rito ringraziandolo per l'impegno profuso.......nella prassi comune però!
Purtroppo......per noi, questi ultimi mesi insieme a Giovanni Lombardi Stronati sono stati solo un'attesa snervante del momento della separazione finalmente giunto.
E l'unica cosa che ora ci viene di dire è solo ........OHHHHHHHHH, FINALMENTE VI LEVATE DAI .........!
Non ci si può scordare del disgustoso teatrino di giugno con l'allenatore; delle promesse di vendere solo alcuni giocatori NON MANTENUTE; delle promesse di acquistarne altri nei ruoli che ancora mancavano NON MANTENUTE; delle offese subite da noi tifosi da parte del massimo dirigente della Robur teso solo a difendere quel "gran signore" di De Rossi; degli ironici applausi di tale Sepe rivolti sempre a noi tifosi che contestavamo; delle minacce di denuncia espresse da quell'altro personaggio rispondente al nome di Persichetti sempre ai tifosi che contestavano verbalmente la società; dell'approssimazione con cui hanno gestito la crisi di risultati esonerando Giampaolo troppo tardi e poi chiamando al suo posto il tecnico della Primavera prima della giusta decisione con Malesani, chiaramente senza dimenticare la pessima figura quando hanno provato a richiamare Beretta.
Non ci scordiamo certamente del mitico braccio destro di Stronati ovvero Sandro Federico (non chiedeteci qual'è il cognome) che di recente ha rilasciato un'intervista dove conferma la bontà dello scambio Portanova - Terzi e di contorno manca di rispetto, ancora una volta e come fece Stronati appena arrivato, alla precedente proprietà.
Manca il D.S Gerolin per il quale non sappiamo ancora che futuro ci sarà........sicuramente però non sarà da Direttore Sportivo e questo è già qualcosa!

A TUTTI VOI SIGNORI IL NOSTRO PERSONALISSIMO...........diciamoglielo nei commenti!

FINALMENTE LA ROBUR SI E' LIBERATA DI VOI!

lunedì 11 gennaio 2010

Ad ognuno il suo...........LAVORO!

Sinceramente pensavo di non dovermi confondere più a scrivere articoli che riguardassero coloro che hanno gestito la mia/nostra Robur dal marzo 2007 ad oggi.
Pensavo di aver già detto tutto e di rimanere solo ad aspettare che Babbo Natale o anche la Befana mi portassero a Siena un Presidente con la P maiuscola come avevamo fino a quasi 3 anni fa; non necessariamente in quel modo ma sicuramente migliore di quello attuale........non è un grosso sforzo.
Ed invece mi ci sento costretto; tirato per la giacca da questo signore con due nomi perchè quando ormai lui e gli altri sono sul pianerottolo per i saluti invece di dire che sò....."vabbè è andata così; avevamo cominciato e proseguito bene almeno sul piano dei risultati da quando nel marzo 2007 Giovanni Lombardi Stronati prese in mano l'A.C. Siena spa; poi quest'anno abbiamo fatto scelte sbagliate ed anche la sfortuna ci ha messo sulla graticola. Auguri al Siena ed ai suoi tifosi per il proseguio della loro storia."
Invece di qualche parola di circostanza detta con estrema umiltà questo signore rilascia un'intervista alla Nazione dove c'è di tutto; strafottenza, negazione dell'evidenza più assoluta, critica per il comportamento dei Tifosi e soprattutto una mancanza di rispetto se non un'offesa vera e propria verso chi li aveva preceduti.
Posso tollerare quasi tutto ma sicuramente non tollero che venga tirato in mezzo ed offeso una persona purtroppo ormai deceduta che non si può difendere; una persona alla quale io e molti altri tifosi senesi abbiamo voluto un bene dell'anima.
Che questo signore che sta per andarsene insieme a chi ce l'ha messo offenda Paolo De Luca e quella gestione quando al momento il Siena di questi fenomeni naviga a 12 punti in classifica dopo l'intero girone di andata è veramente il colmo.
Io non ce l'avrei il coraggio di rilasciare dichiarazioni del genere.

Ecco l'intervista:

"Il giorno dopo la sconfitta con l’Inter, Sandro Federico (nella foto), braccio destro di Lombardi Stronati, commenta la situazione in casa bianconera in quella che potrebbe essere la sua ultima intervista da dirigente della Robur.
Quanta l’amarezza per il ko di S. Siro?
«Preferisco soffermarmi sul messaggio che la squadra ha dato al campionato. Il Siena è vivo, consapevole dei propri mezzi e voglioso di lottare. Siamo in grande condizione non solo atletica, ma anche mentale».
L’espulsione di Cribari?
«Emilson è un ragazzo molto educato. E’ andato dall’arbitro e lo ha applaudito, chiedendo più rispetto nei confronti del Siena. Il direttore di gara avrebbe dovuto dimostrare un minimo di sensibilità e capire la situazione. Cribari non ha offeso nessuno e non meritava il rosso».
Nel sottopassaggio degli spogliatoi cosa è successo?
«Niente di particolare. Un pizzico di nervosismo più che comprensibile, visto l’esito della partita. Tutto, però, è tornato presto alla normalità».
Lunedì (oggi, ndr) ci sarà il passaggio di proprietà?
«Non so se domani o nei giorni successivi, ma in settimana arriveranno novità importanti. Spero che l’operazione si concluda nel più breve tempo possibile per il bene del Siena, in modo che la situazione possa tornare quanto prima alla normalità. Il gruppo sta lavorando con serietà, ma prima si fa chiarezza e meglio è. La notizia del passaggio di azioni è uscita troppo presto. Questa la causa principale dei rallentamenti nella trattativa».
Quale il bilancio della gestione Stronati?
«In tre anni sono state fatte cose straordinarie. Da una società succursale che andava avanti soltanto con i prestiti abbiamo costruito un parco giocatori di proprietà. Vedere una squadra che va a S. Siro con un’idea di calcio precisa affidata a tanti giovani dà un’immagine più che positiva del Siena. Abbiamo costruito una società sana e pulita».
In un momento di transizione come questo chi porta avanti il mercato?
«E’ il mister a fare da collante. In Malesani abbiamo trovato una persona eccezionale che ha consentito un’assoluta unità di intenti tra vecchia e nuova dirigenza. Anche l’operazione Cribari è stata condivisa da tutti».
Rifareste lo scambio Portanova-Terzi?
«Sì. Rientrava in un programma di ringiovanimento della rosa. Avevamo in Rossettini una valida alternativa e non potevamo immaginare che, dopo appena due giornate, Luca si fermasse per problemi fisici».
Un messaggio ai tifosi…
«Nell’ultimo periodo la società non si è fatta più sentire solo per lasciare tranquillo il gruppo e gestire meglio il passaggio di proprietà. Non ce l’avevamo con nessuno. I tifosi hanno perso la pazienza troppo presto, invece devono restare al fianco della squadra. I ragazzi sono pronti al miracolo, ma hanno bisogno del sostegno del pubblico». (Giacomo Luchini)
Fonte: La Nazione"

Come prima cosa due parole anche su due risposte per le quali avrei lasciato perdere ma visto ci sono........:

- Aldilà dell'errore tecnico di dare via Portanova che è confermato dal numero di reti prese dal Siena il dramma è continuare a dirci che Portanova = Terzi.
Cioè voi avete scambiato Portanova ALLA PARI con Terzi ovvero hanno o meglio avevano lo stesso valore economico.
Da lettino psichiatrico.

- I tifosi a Siena lo sanno da se come comportarsi figuriamoci se abbiamo o sentiamo il bisogno di lezioni di comportamento da gente di questo spessore. Che i ragazzi ce la possono ancora fare lo sappiamo da soli; gli unici di cui non hanno bisogno siete voi e prima togliete il disturbo meglio sarà per tutti.

Ed ora ecco la parte dell'intervista che non è davvero sopportabile:

"«In tre anni sono state fatte cose straordinarie. Da una società succursale che andava avanti soltanto con i prestiti abbiamo costruito un parco giocatori di proprietà. Vedere una squadra che va a S. Siro con un’idea di calcio precisa affidata a tanti giovani dà un’immagine più che positiva del Siena. Abbiamo costruito una società sana e pulita».

Come appena insediati riattaccano con la bugia che il Siena andava avanti solo con i prestiti e non è vero.
Nel campionato 2006/07 questa era la rosa del Siena:
PORTIERI: Alexander Manninger -1-, Alessio Arfè -87-, Nicola Pavarini -99-.
DIFENSORI: Paolo Negro -2-, Christian Molinaro -3-, Adriano Russo -16-, Andrea Rossi -21-, Andrea Masiello -34-, Giovanni Bartolucci -38-, Daniele Gastaldello -46-, Valerio Bertotto -73-, Leandro Rinaudo -83-, Daniele Portanova -90-.
CENTROCAMPISTI: Ezio Pietro Brevi -5-, Paul Costantin Codrea -6-, Simone Vergassola -8-, Abdoulay Konko -11-, Marcin Siedlarz -13-, Douglas Ricardo Packer -17-, Tomas Locatelli -20-, Do Carmo Neto Alberto -22-, Roberto D'Aversa -23-, Goradz Zajc -25-, Vincent Candela -32-, Francesco Cozza -35-, Luca Antonini -77-.
ATTACCANTI: Mario Frik -7-, Corvia Daniele -9-, Enrico Chiesa -10-, Erjon Bogdani -81-.

A gennaio 2007 le operazioni più importanti furono lo scambio tra i portieri Pavarini e Benussi da Siena a Lecce e viceversa e poi chiaramente la vendita di Bogdani e l'arrivo di Maccarone.
All'ultima giornata di campionato la Robur scese in campo contro la Lazio con questa formazione:
Manninger; Bertotto, Negro, Portanova, Molinaro; Alberto (30' st Antonini), Brevi (38' st Eremenko), Vergassola, Galloppa; Maccarone, Corvia (11' st Chiesa). In panchina: Benussi, Codrea, Rossi, Gastaldello. Allenatore: Beretta
Di questi avevamo in prestito solo Manninger, Antonini, Eremenko e Galloppa.
Tra questi 18 dell'ultima giornata mancano alcuni giocatori importanti come D'Aversa, Konko e Masiello.
Gli ultimi due erano entrambi in comproprietà con il Genoa; alle buste si perse Masiello, quello che ci ha fatto rete nella sconfitta di Bari, e si prese Konko successivamente regalato al Genoa con quel bell'affare che fu Forestieri.
Nel Siena di ora c'è solamente Ekdal in prestito tra i giocatori importanti e questo è sicuramente un dato migliore ma di qui a dire che all'epoca di De Luca il Siena era una società succursale ce ne corre.
Questa suddetta sarebbe la bugia mentre poi c'è anche qualcosa di più grave perchè la risposta si conclude con una frase che parla da sola: "Abbiamo costruito una società sana e pulita" .

Perchè in quella di prima c'era la lebbra?
Sana in cosa?
Pulita in cosa?

Nei bilanci forse?
Eppure la società che viene venduta in questi giorni hai dei disavanzi di bilancio come li aveva la Robur di allora ed è normale che sia così.
Ma con quale faccia il braccio destro di uno che ha tuttora pendenze giudiziarie visto che la Guardia di Finanza gli ha sequestrato 400 (QUATTROCENTO) milioni di euro; con quale faccia dice certe cose?
Si perchè ancora quel problemino che Stronati sta risolvendo, così diceva lui, ancora persiste........forse in seguito sapremo di quale problemino si trattava.
L'importante è che costoro non abbiano più niente a che fare con Siena e la Robur........LI ABBIAMO SOPPORTATI ANCHE TROPPO!

venerdì 30 ottobre 2009

Non mollate ragazzi!


I più attenti conoscitori di calcio e con un pizzico di memoria già vedendo le foto avranno capito l'accostamento che non è quello tra i due tecnici che si confronteranno domenica prossima al Rastrello.
A Marco Baroni si chiede di ripetere quello che Ballardini fece nel campionato 2007/08 con il Cagliari dove quella che sembrava una rosa così scarsa, dopo il suo ingresso in panchina, collezionò 9 vittorie.
In quella stagione la squadra sarda iniziò il campionato con Giampaolo in panchina ma lo esonerò il 12 novembre 2007 chiamando Sonetti che però non riuscì a fare meglio.
Così il 20 dicembre Cellino esonerò anche Sonetti per richiamare il Mago di Giulianova che però con grande "dignità", forse l'ha finita tutta in quella occasione, rifiutò e si dimise.
Cellino chiamò Ballardini, già esonerato dal Cagliari nel campionato 2005/06, che subentrò alla 18° giornata rilevando una squadra che a Natale aveva 10 punti e portandola a concludere il campionato con 42 punti e la conquista della salvezza.
Tutto questo per dire che................
LA STORIA DI QUESTO CAMPIONATO NON E' ANCORA SCRITTA!

E se andiamo a vedere cosa aveva fatto sino ad allora Davide Ballardini non è che troviamo chissà quali cose.
Nato il 6 gennaio 1964 ha allenato dal 1996 al 2004 nei settori giovanili di Ravenna, Milan e Parma ed è proprio a Parma che consegue dei buoni risultati con la vittoria del Campionato Under-18 e l'approdo alla semifinale del Campionato italiano con l'Under-20.
Nel 2004 inizia la sua avventura di allenatore nella Sambenedettese che milita in Serie C1, sfiorando la promozione in Serie B eliminato nella semifinale play-off dal Napoli di Edy Reja.
Nel 2005/06 è ingaggiato dal Cagliari ma viene esonerato dopo 9 partite conquistando pochi punti e senza aver mai vinto una gara.
E' la stagione in cui il Cagliari cambia quattro allenatori partendo da Tesser e passando da Arrigoni e Ballardini prima di affidarsi a Nedo Sonetti che la condurrà alla salvezza.
Nel 2006 va ad allenare il Pescara in serie B ma già in ottobre viene esonerato dopo un inizio di campionato in sordina nel quale colleziona 3 pareggi e 3 sconfitte.
Poi dall'anno successivo diventa il Ballardini che ora tutti conoscono salvando prima il Cagliari del post Giampaolo e Sonetti e dopo conseguendo buoni risultati a Palermo per poi venire ingaggiato dalla Lazio che troveremo domenica prossima.
Tutto ciò per dire che tante volte le buone qualità si rivelano al mondo quasi inaspettatamente e così speriamo che sia anche per Marco Baroni.
Baroni nasce l'11 settembre 1963 e dopo una buonissima carriera da giocatore comincia quella da allenatore in C2 dove si barcamena dal 2000 al 2006 sulle panchine di Rondinella, Montevarchi, Carrarese e FC Sud Tirol.
Prova il salto di qualità nel 2006 andando ad allenare l'Ancona in serie B ma come successo lo stesso campionato a Ballardini in quel di Pescara anche Baroni viene esonerato.
A quel punto passa al settore giovanile della Robur dove dal 2007/08 fino ad ora si occupa della Primavera con i risultati che tutti abbiamo visto.
Nello sport come nella vita ci sono i fenomeni, raramente, e poi tante persone NORMALI che emergono nel loro campo quando magari meno te lo aspetti; anche se le loro credenziali non sono poi così buone come sembravano anche quelle di Ballardini.
Il compito di noi tifosi è armarsi di un secchio e cominciare a togliere l'acqua che la barca bianconera ha imbarcato..........e poi si vedrà!
Tradotto vuol dire dare fiducia e sostenere la squadra.
Ballardini e Baroni; hanno in comune anche la lettera iniziale del cognome........quella lettera che il neo allenatore bianconero dovrà scongiurare dal futuro della Robur.

AVANTI CURVA ROBUR!

lunedì 21 settembre 2009

L'Impresario, l'Architetto e il Muratore!

Per costruire un edificio o ristrutturarlo normalmente c'è bisogno di colui che mette a disposizione i mezzi, economici e non, ovvero l'impresario edile.
Poi, in base alle disponibilità ed alle indicazioni ricevute dall'Impresario, ci sono chi cura il progetto ovvero l'Architetto e chi, in stretta collaborazione con lui, lo mette in pratica ovvero il Muratore.
Passando dall'edilizia ad una società di calcio e nello specifico all'A.C. Siena spa, con un paragone volutamente semplicistico, abbiamo qundi l'Impresario ovvero il Presidente Giovanni Lombardi Stronati, l'Architetto ovvero l'allenatore Giampaolo e colui che vendendo e comprando giocatori realizza materialmente l'edificio ed il suo contenuto; questo chiaramente è Gerolin.
Bene; come mai allora questo edificio sembra scricchiolare da tutte le parti?
Evidentemente sono stati commessi degli errori di valutazione che ora paghiamo.
Non c'è nulla di male a dover vendere dei giocatori per coprire dei disavanzi di bilancio (Galloppa) ma non è pensabile di fare lo stesso modulo sostituendolo con Fini che ha 11 anni di più perchè nel modulo con il centrocampo a rombo gli interni devono correre, correre, correre e poi ancora correre anche in aiuto del loro compagno di fascia altrimenti ti bucano da tutte le parti.
Dai loro recuperi nascono anche ripartenze che qualche volta portano al goal e per questo svolgono il ruolo più delicato e fondamentale in questo assetto tattico.
Il ruolo che da equilibrio, questa parola così abusata, a tutta la squadra perchè non lascia solo il terzino, non lascia solo il compagno di centrocampo e nemmeno l'attaccante per il quale spesso si offre come valida spalla nella manovra offensiva.
Secondo voi, a parte Vergassola di cui però ce n'è uno solo, è possibile metterci uno di 35 anni a svolgere questo ruolo?
QUESTO E' IL PRIMO GRANDE ERRORE TATTICO E PER QUESTO ATTRIBUIBILE ALL'ALLENATORE, O A CHI SE NO?
Passiamo ad analizzare un altro problema stavolta più tecnico ovvero il pacchetto arretrato che ha subito la pesante cessione di Portanova ma soprattutto di Zuniga.
Sono ancora convinto che con i titolari Rossettini e Brandao noi disponiamo di una bella coppia di difensori centrali che stanno pagando un pò lo scotto dell'amalgama da trovare, ma soprattutto una diga della mediana che non esiste quasi più per i motivi detti in precedenza; e te puoi avere anche i meglio centrali del mondo ma se vengono puntati in velocità in uno contro uno chiunque va in difficoltà.
Sugli esterni ancora Del Grosso che spesso diventa il parafulmine per tutto ma c'era anche l'anno scorso; non è un fenomeno ma un conto è avere davanti Galloppa ed un altro averci Fini.
C'è anche da dire che l'intesa dei quattro, in quanto a movimenti e sincronia, è migliorata rispetto alla prima partita con il Milan e lo dico perchè in alcune immagini contro la Roma ad esempio ho visto la difesa con tutti perfettamente in linea salire a mettere in fuorigioco gli avversari.
Il grosso problema è la mancanza di un difensore del calibro di Zuniga; uno che giusto la velocità di Pato ha messo in difficoltà perchè spesso e volentieri gli attaccanti avversari giravano al largo dalla sua zona di campo pena figure cacine.
Siccome l'allenatore non ci vuole mettere un sinistro anche se ne abbiamo tre in rosa allora ci sta giocando Terzi che è un centrale e che ha preso il posto dell'infortunato Rossettini che sarebbe un altro centrale e che giocava al posto di Rosi arrivato tardi e fuori forma.
Mi ricordo benissimo quando Gerolin diceva che sull'esterno destro avrebbero valutato molto prima di prenderlo perchè non potevano sbagliare; e meno male c'hanno pensato parecchio.
Che vendevano Zuniga lo sapevano e l'hanno fatto a Giugno; ma ci devono volere due mesi in cui c'hanno raccontato tutte le novelle possibili su Vanden Borre prima e Papastathopoulos dopo.............per arrivare a prendere UN DEGNO SOSTITUTO?
Con la cessione di Galloppa il bilancio al 30/6 era a posto; di quei nove milioni presi da Zuniga almeno 3 in uno dello stesso ruolo rimetticeli.........(mi verrebbe una parolaccia).
Oltre a Rosi e ben prima andava preso un'altro.......ovunque ma andava preso.
SECONDO GRANDE ERRORE TECNICO COMPIUTO DALLA SOCIETA' CHE EVIDENTEMENTE HA PENSATO DI FARE LE NOZZE CON I FICHI SECCHI PERCHE' I RUOLI NON SI INVENTANO E DOPO LA PARTENZA DI PORTANOVA LASCIARE UN RUOLO DIFENSIVO COSI' IMPORTANTE COPERTO IN MODO APPROSSIMATIVO ERA UN RISCHIO DA NON CORRERE.
Per quanto riguarda l'attacco è sicuramente migliorato perchè il Calaiò di oggi è giocatore di categoria, Maccarone è in una forma strepitosa, Ghezzal ha fatto un anno di esperienza ed abbiamo preso anche Paolucci.
Ecco, il giovane e valido Paolucci che al primo anno di serie A ha messo a segno 7 reti e che è stato pagato oltre tre milioni di euro in comproprietà, ora vegeta tra panchina e tribuna alle prese con il trattamento Giampaolo che come successe con Calaiò lo sta modellando come si fa con un vaso di argilla.
Siccome gli altri attaccanti sono all'altezza del compito che devono ricoprire che senso ha avuto investire questa somma così importante per le casse del Siena quando poi, anche nel caso fosse già pronto e modellato, o si accomoderebbe in panchina oppure ci farebbe accomodare uno degli altri che sono tutti attaccanti validi?
Credo sarebbe stato meglio investirli proprio in uno di quei ruoli come l'esterno destro che denotano palesi mancanze.
ALTRO ERRORE TECNICO LE CUI COLPE FORSE SONO DA DISTRIBUIRE TRA SOCIETA' ED ALLENATORE, SICURAMENTE NON E' COLPA DEI TIFOSI.
E visto che si è parlato di giocatori che giacciono in tribuna allora il pensiero mi va a Genevier e Garofalo; due giocatori presi a parametro zero già a Gennaio da Gerolin quando Giampaolo allenava la Robur quindi cio' denota una evidente mancanza di sintonia, per non dire peggio, tra il Direttore Sportivo che mette i giocatori a disposizione dell'allenatore a seconda della disponibiltà economica ricevuta dalla proprietà e l'Allenatore stesso che li dispone in campo.
L'imbarazzante Parravicini visto a Genova suscita domande; perchè non ha giocato Genevier in quel ruolo visto che è il suo ruolo?
Se non è all'altezza allora perchè l'avete preso e se invece lo è perchè l'allenatore gli preferisce un centrocampista che quel ruolo non lo sa interpretare?
SICURAMENTE CIO' DENOTA DEI PROBLEMI TRA IL DIRETTORE SPORTIVO E L'ALLENATORE CHE NON DOVREBBERO ESSERCI PERCHE' UNO DOVREBBE ESSERE IL BRACCIO E L'ALTRO LA MENTE.
Per tornare alla disfatta di Genova è evidente come in casa Sampdoria invece i due ruoli societari abbiano agito in piena sintonia.
Del Neri, da seguace del 4-4-2 da sempre, ha chiesto due esterni di centrocampo e magari ha fatto anche qualche nome come succede.
Non possiamo sapere se Marotta gli ha preso proprio quelli che voleva ma gli ha comunque preso due esterni che a lui andavano bene, Semioli e Mannini, difatti giocano e domenica ce ne siamo accorti a nostre spese.
Sicuramente questo in casa Robur non è successo.
A questi errori che già non sono di poco conto poi c'è da aggiungere la splendida gestione della vicenda allenatore con il Presidente che nell'arco di un mese passa dal volerlo denunciare al confermarlo ed il Mister che invece non c'è.
Poi torna e magari, almeno c'è questa impressione, si arrabbia perchè non concorda sul mercato fatto.
QUESTE DECISIONI SI PRENDONO INSIEME, L'IMPRESARIO INDICA QUANTO SI PUO' SPENDERE E L'OBBIETTIVO DA PERSEGUIRE, L'ARCHITETTO DICE COSA GLI CI VUOLE E IL MURATORE AGISCE, SE NON RIESCE PROPONE UNA ALTERNATIVA CHE VADA BENE MA QUANDO SI METTONO LE FIRME CI DEVE ESSERE IL SIGILLO DI TUTTI E TRE.
Questa situazione ha sicuramente incrinato i rapporti tra loro ed anche con una parte della tifoseria e chi ricopre ruoli di gestione societaria così importanti non poteva non aspettarsi che alle prime difficoltà il fuoco delle polemiche appena sopito riprendesse vigore generando ancora più problemi.
Ne valeva la pena?
Poi per non farsi mancare niente il nostro Presidente ha dato l'ennesima dimostrazione di attaccamento ai nostri colori con le dichiarazioni del post partita Siena - Roma dove ancora una volta si è visto anche che Impresario, Architetto e Muratore aprono bocca dicendo ognuno una cosa diversa; se proprio non siete nello stesso posto provate a telefonarvi.
Questo ha dato, per l'ennesima volta, la misura di quanto vi trovate d'accordo e se ognuno rema per i fatti propri la barca non naviga verso quell'obbiettivo comune che tutti dovrebbero tenere a mente agendo di conseguenza.
Peggio era difficile fare soprattutto partendo da un edificio così ben costruito come era quello del campionato appena concluso.
Tempo per rimediare c'è, PROVVEDETE; intanto noi tifosi andiamo a sorreggere la costruzione perchè c'è bisogno anche di questo..........A PARTIRE DA MERCOLEDI' SERA!

venerdì 19 dicembre 2008

Advisor... vuol dire fiducia

Ormai tutti sono a conoscenza dei problemi giudiziari dell'Avvocato Giovanni Lombardi Stronati relativi alla sua attività di immobiliarista.
Il signor Stronati attualmente è anche Presidente e maggior azionista della società A.C. Siena spa quindi come tifosi a noi preme questo suo ruolo e le conseguenze, se ci saranno, che i suoi guai giudiziari avranno per la Robur. Ricordiamo a tutti che l'Avvocato Stronati ha rilevato la Robur nel marzo 2007 dopo una lunga trattativa in cui la Banca Mps svolse la funzione di Advisor.
Advisor è un sostantivo inglese derivato dal verbo to advise (consigliare) e indica chi dà consigli per professione. Nell'attuale terminologia del mondo economico e finanziario, il termine designa non tanto un semplice consulente, ma figure a cui vengono richiesti pareri di alto contenuto specialistico per affrontare questioni tecniche molto complesse. Per questo normalmente l'advisor non è una singola persona fisica, ma uno studio professionale o una società: infatti la complessità delle questioni oggetto di advisoring (il termine tecnico che designa l'attività dell'advisor) richiede assai spesso competenze e professionalità «trasversali», che soltanto un pool di esperti con profili fortemente differenziati e complementari è in grado di offrire al cliente. Evidentemente, viste la complessità e la delicatezza delle questioni trattate, è di fondamentale importanza il rapporto di fiducia che si instaura fra advisor e cliente. In poche parole la Banca Mps consigliò all'Ing. Paolo De Luca, che all'epoca era il proprietario del pacchetto di maggioranza dell'A.C. Siena spa, di vendere le sue quote azionarie all'Avv. Giovanni Lombardi Stronati piuttosto che ad un certo Colombotti, un altro pretendente che però fu accantonato.
Insomma tutti questi "scienziati" che hanno studiato bilanci, conti, etc etc etc consigliarono a De Luca che il nome giusto per rilevare le sue azioni era Lombardi Stronati.
Il nostro Paolo doveva vendere ma lui voleva bene alla Robur e non fosse stato per motivi di salute mai e poi mai avrebbe venduto a qualcuno che non lo convinceva.
Qualcuno dirà; va bene che Paolo quasi prevedeva il futuro perchè realizzava i sogni ma come faceva a sapere quello che sarebbe successo?
Nelle notizie trapelate in questa giornata c'è scritto anche che: "L'inchiesta, stando a quanto si apprende non ha fatto registrare provvedimenti restrittivi, nonostante la gravità dei reati contestati perché commessi negli anni 2005/2006 e quindi coperti dall'indulto. I sequestri si sono potuti eseguire, invece perchè il provvedimento di «clemenza» non ha coperto il reato di reimpiego di capitali illeciti." Cioè alcuni dei reati imputati sono di almeno un anno prima che la trattativa fosse portata a termine. Come non bastasse in data 16 marzo 2007, 5 giorni prima del Consiglio di Amministrazione riunitosi in data 21/3/07 che prese atto delle dimissioni dei vecchi consiglieri nominandone dei nuovi, un certo Vittorio Malagutti su L’espresso scrisse un articolo dove faceva il resoconto dei guai passati e guai potenziali, su cui l’avvocato romano era andato ad incagliarsi navigando nel torbido mare degli affari finanziari e immobiliari.
Cioè, nonostante dei fatti vecchi di oltre un anno e tanti altri citati anche da qualche giornalista, quindi conosciuti a chi dovrebbe sapere; l'Advisor, il consigliere di "fiducia", ha tirato dritto per la sua strada.
E noi che eravamo cresciuti con la frase "Advisor vuol dire fiducia" non ci si può più fidare proprio di nessuno.
Ovviamente auguriamo al presidente Stronati di chiarire l'equivoco prima possibile ma, da tifosi della Robur, facevamo volentieri a meno di questa ennesima pagina in cui la nostra squadra del cuore viene più o meno direttamente tirata in ballo per motivi extra-calcistici e tutt'altro che piacevoli.
Insomma, forse ci si poteva stare un pochino più attenti.
Concluderemmo con un detto; qualcuno di noi l'ha sentito dire di sicuro, magari ai tempi della scuola: STUDIATO TANTO.........CAPITO NIENTE!
E speriamo sia così!
Se volete rileggere i vecchi articoli del blog relativi al passaggio di consegne ed altro potete andare in questa sezione

martedì 30 settembre 2008

È stata tua la colpa, allora adesso che vuoi?

Bennato è stato uno dei cantautori piu' importanti nel panorama della canzone di protesta in Italia negli anni 70/80.
Una sua canzone tratta dall'album "Burattino senza fili" si intitolava, anzi si intitola: "È stata tua la colpa".
Ed è quella canzone che mi è venuta in mente leggendo l'intervista a Stronati sul sito del Fedelissimi e più precisamente là dove a precisa domanda ha risposto così:
Quanto è fondata la notizia che lei possa cedere la società?
“Chiariamo subito un punto. Io ho acquistato il Siena perché mi è stato chiesto, non certo perché l’ho voluto io.Sono contento della scelta che ho fatto e vorrei portare fino in fondo il lavoro iniziato, anche perché sono sicuro che darà i suoi frutti. Detto questo se qualcuno ha voglia di acquistare il Siena non fa altro che chiamarmi e fissare un appuntamento, ci troviamo, stabiliamo un prezzo, che poi sarà più o meno pari all’investimento che ho fatto per l’acquisto della società e la Robur sarà sua. Non ci sono problemi. Sono disponibile a qualsiasi soluzione.”

Mi soffermo al primo rigo di questa risposta data dal nostro Presidente, alla domanda sull'ipotesi di cessione della società.
IO HO ACQUISTATO IL SIENA PERCHÉ' MI È STATO CHIESTO, NON CERTO PERCHÉ L'HO VOLUTO IO.

Quanto mi da noia questa frase! Non perché non capisca che al giorno d'oggi i presidenti sono tali per ragioni di business e non per amore dello sport, ma perché è stata detta con tanta leggerezza da far pensare che il seguito poteva essere: "COSA VOLETE DA ME? SE ERA PER ME STAVO A GUARDARE LA VALLE DEL GIOVENCO E LA DOMENICA ANDAVO ALL'OLIMPICO, DI VOI MI IMPORTA IL GIUSTO, ANZI NIENTE. PER ME SIETE TUTTI DA MANICOMIO. AVEVO DEGLI INTERESSI CON LA BANCA E LA BANCA MI HA INVITATO A PRENDERE IL SIENA CALCIO COME CONTROPARTITA BEN SAPENDO CHE NON MI SAREI MAI SPINTO OLTRE A UNA PRESENZA FORMALE. QUANDO HO PROVATO A FAR QUALCOSA DI PERSONALE, MI HANNO OBBLIGATO A DIVENTARE PRESIDENTE CONTRO IL MIO PARERE".
E si potrebbe continuare, fino a far credere che il nostro Presidente incarna bene il proverbio "stare in paradiso a dispetto dei santi". Anche se Stronati in "questo" paradiso di esserci non gliene poteva importare di meno; c'è e deve anche sopportare... i santi!!
Ed ecco che oltre a ciò, spunta fuori Bennato: "..È stata vostra la scelta... allora adesso che volete da me?"
Credo che sia troppo anche per un navigato riscossore di quote sociale come lui!
Ma il pensiero va oltre. Va a quel soggetto sottinteso che HA CHIESTO A STRONATI DI COMPRARE IL SIENA.
Va agli ultimi giorni di De Luca e anche prima, quando con Paolone ancora in forze "qualcuno" sfuggiva, insieme ai suoi scudieri, passando dietro alla curva Robur prima che la presentazione della squadra avesse inizio adducendo impegni improrogabili (alle 9 di sera???).
Va a quelle assurde manfrine sul come avrebbe gestito male i soldi del Monte (?), su come il popolino avesse ben imparato la lezione da ripetere al bar o dal macellaio.
Va alle "cordate" per l'acquisto della società.
Va al salvatore della patria presentato dal buon padre di famiglia in una conferenza aperta a tutti dove - oltre a far sua la protesta di qualche giornalaio locale che si lamentava della presenza dei tifosi in aula - ribadiva - mentendo sapendo di mentire - il falso disavanzo lasciato dalla precedente gestione, per niente rispettoso della salma ancora calda di Paolo De Luca.
E poi penso ancora... a molti altri!
Per carità domenica prossima batteremo la Roma con una super prestazione, osanneremo Giampaolo e la sua truppa, il Presidente e gli scrivani di Piazza avranno di che incensare; ci salveremo sicuramente!
Resta il fatto che tra essere una Società seria, e non parlo solo di Robur, che programma il futuro gestendo il presente, facendo tesoro del passato e il nostro Siena, la differenza è profonda come la fossa delle Marianne.

Franz

lunedì 29 settembre 2008

I have a dream....

I have a dream, ho un sogno, per la mia cara Robur.
Sogno che possa diventare una piccola società che rimane stabilmente nel calcio che conta.
Sogno di avere un presidente che lotta per questo, in armonia con la città, le istituzioni, lo sponsor, i tifosi.
Sogno che il mio presidente e i suoi collaboratori dimostrino ogni tanto un minimo di attaccamento alla città, e ai suoi tifosi.
Sogno di avere un DS scaltro che gestisce il patrimonio finanziario e i giocatori con estrema oculatezza, pescando qua e la qualche campioncino che ci possa far divertire e, un giorno, guadagnare un bel po' di soldi da reinvestire.
Sogno di avere una società organizzata, che si preoccupi ANCHE di stabilire un filo diretto coi tifosi, in modo da costituire una sinergia positiva che porti entusiasmo e gente allo stadio.
Sogno che ogni anno si possa fare un piccolo miglioramento rispetto al precedente, evitando di commettere gli stessi errori.
Sogno di arrivare al 31 agosto e potermi dire per una volta pienamente soddisfatto del calciomercato estivo.
Sogno anche di sentirlo dire all'allenatore....
Sogno di passare per una volta un campionato tranquillo, senza esoneri, contestazioni, patemi d'animo per la salvezza, problemi societari, attriti con la dirigenza etc. etc.
Sogno..... sogno........

.....ma poi, purtroppo, mi sveglio, SEMPRE....

....e mi ritrovo con

Un presidente che compie delle scelte di estrema importanza (vedi scelta del Mister), infischiandosene della tifoseria, dello sponsor, della squadra, delle istituzioni.
Un presidente che dichiara apertamente "ho acquistato il Siena perché mi è stato chiesto, non certo perché l’ho voluto io", lasciando intendere quanto possa essere affezionato alla causa bianconera.
Un presidente che dopo appena due anni dal suo arrivo vuole già mollare tutto, perché (almeno pare) già in contrasto con lo sponsor.
Lo stesso presidente che annuncia questa sua intenzione alla vigilia di una delicata partita di campionato.
Un Ds che per il secondo hanno consecutivo assembla una rosa con un numero spropositato di giocatori (33) tutti pagati dal Siena, buona parte dei quali la domenica va a malapena in tribuna.
Un DS che oltretutto non sembra nemmeno aver contentato l'allenatore, il quale ha chiesto a metà luglio giocatori d'esperienza, ricevendo invece un forte difensore rumeno (che però non ha mai giocato in Italia) e un giovane panchinaro del Cagliari.
Sempre il DS inoltre, pur sapendo quale modulo prediligesse il Mister, non gli ha comprato nemmeno un esterno di centrocampo, costringendolo a far giocare la squadra con un assetto in cui non crede.
Un DS che, nonostante quanto detto sopra, si permette di giudicare negativamente la tifoseria locale, accusandola di non avere cultura sportiva.
Una società che organizza amichevoli inopportune e pericolose, ignorando gli avvertimenti dei tifosi (poi purtroppo rivelatisi più che fondati), oppure prendendoli in giro schierando a loro insaputa la formazione Primavera.....
Questa è la dura realtà.
Qualcuno che al Siena voleva bene ci ha insegnato a non aver paura di sognare, e che a volte i sogni si avverano, ma a questo giro la vedo dura......

Vomerone

venerdì 22 giugno 2007

Dall'Extraterrestre all'aSTRONAuTI

Ieri era il 21 giugno 2007; e allora direte voi?
Il solstizio d'estate, il giorno più lungo dell'anno, l'inizio di una nuova stagione anche se il caldo la fa da padrone già da un pò........tutte notizie risapute.
In ambito Robur ieri erano trascorsi 3 mesi da quando il nuovo Consiglio di Amministrazione riunitosi in data 21/3/07 prese atto delle dimissioni dei vecchi consiglieri nominandone dei nuovi e sancì in 8 milioni di euro la perdita di esercizio che recentemente è stata ripianata. Le vicende societarie recenti ovvero quelle dell'era De Luca le abbiamo già ripercorse in un precedente articolo; in questo vogliamo parlare di quanto accaduto da quel primo atto ufficiale della nuova proprietà sino ad oggi.
Dell'Extraterrestre De Luca abbiamo già detto tutto; lo abbiamo chiamato così in ricordo di quella fredda sera a Vico Alto nell'inverno del campionato 2001/02 quando De Luca apparve in pubblico per la prima volta e di fronte alla gente presente e inviperita rilasciò dichiarazioni talmente sorprendenti che un tifoso gli si rivolse dicendogli più o meno "Lei mi sembra un extraterrestre".
Il nuovo proprietario del pacchetto di maggioranza della Robur si chiama Giovanni Lombardi Stronati, è nato a Roma il 18 marzo 1963, è tifoso romanista ed è l'amministratore unico della "CredSec", società per azioni con sede a Roma specializzata nel recupero crediti, tramite la quale detiene l'80% del pacchetto azionario della società bianconera.
E' anche un attivo immobiliarista con grossi interessi nella Capitale e sportivamente parlando è stato protagonista nelle serie minori con l'Associazione Sportiva Pescina Valle del Giovenco; società nata nel luglio del 2005 dalla fusione tra l'A.S.D. Pescina (Eccellenza Abruzzese) e la Polisportiva Aielli (Girone A di Promozione Abruzzese) che al termine di questo campionato è approdata alla serie C2 e che recentemente Stronati ed Angeloni (il suo socio) hanno trasformato in VdG Avezzano unificando Pescina con Avezzano dove Angeloni aveva avuto qualche problema.
Comunque torniamo al pianeta Siena per parlare un pò di questo avvocato romano di cui ancora non sappiamo molto e dei fatti salienti di questi tre mesi.
In tutta onestà c'è da dire che appena arrivato alcuni suoi comportamenti nei confronti della squadra, dell'allenatore e del D.S. lasciarono un pò perplessi perchè giudicati dai più un pò destabilizzanti.
Successivamente ha cominciato ad attuare una vera e propria ristrutturazione societaria come è giusto che faccia una persona dopo che è diventata proprietaria di un bene anche se un pò atipico come una società di calcio.
Quindi, animato dalla volontà di circondarsi di persone scelte da lui, ha cominciato ad annunciare i nomi dei nuovi arrivi in ambito societario che intelligentemente all'inizio avevano un ruolo diverso (Manuel Gerolin capo degli osservatori poi diventato D.S. mentre Sandro Federico prima sua portavoce ed ora Team Manager) per non dare proprio un benservito plateale a chi già occupava quel posto.
Nel frattempo sul campo di gioco la Robur conquistava la tanto sospirata salvezza preceduta dall'importante e cospicuo ingresso monetario della Banca che per il futuro ha assicurato un bel gruzzolo a Stronati; ci scuserà l'avvocato ma chiamarlo per intero è troppo lungo ed abbreviarlo in GLS sembra il modello di un'auto quindi utilizzeremo il secondo cognome.
Dal giorno successivo a Siena-Lazio si può dire che il nuovo ingranaggio nella sala macchine della Robur ha cominciato a girare a pieno ritmo scrollandosi di dosso i pezzi del motore che la vecchia proprietà aveva lasciato in eredità perchè alla fin fine c'è da dire che la bravura del proprietario di una società, e non solo nel calcio, risiede nella sua capacità di circondarsi di gente fidata e valida ed il curriculum di Zanzi e Gerolin dice senza dubbio questo come dicono le stesse cose i primi colpi di mercato che il duo proveniente dall'Udinese ha saputo piazzare.
Sono stati riscattati alcuni giocatori in comproprietà già a Siena nel campionato appena concluso e ne sono arrivati altri al posto di qualche cessione; arriverà un quindicenne peruviano considerato un talendo assoluto a livello mondiale (ha lo stesso agente di Lionel Messi) e ci sono nomi interessanti ai quali, secondo i giornali, il Siena starebbe dando la caccia quindi, finalmente diranno molti, stiamo vivendo la prima estate serena a discutere di quello di cui si dovrebbe discutere ovvero il calciomercato.
Forse il neo proprietario non sarà, ad alcuni, simpatico come il compianto De Luca ma pensate allora ad un comunista che tifa Milan, dovrebbe spararsi se dovesse misurare il suo grado di felicità rapportandolo al feeling con il Presidente della sua squadra.
Il tifoso deve giudicare il campo ed il tifoso della Robur dovrà imparare a fare questo perchè, sul piano umano, quello che Paolo De Luca ci ha dato (a qualcuno di noi anche di più) non sarà ripetibile e comunque rappresenta l'eccezione.
Alle cene in contrada o presso i club dei tifosi i proprietari mandano il telegramma "impegni inderogabili mi trattengono mio malgrado lontano........" (vedi Sovicille); De Luca invece era il primo ad arrivare ma la normalità è l'altra.
E con la cena a Sovicille e lo splendido filmato realizzato da Nicnat si chiude definitivamente l'era De Luca, con le lacrime agli occhi per molti ma si chiude perchè è giusto così anche per rispetto di chi c'è ora e ci scusi l'avvocato Stronati se con il compianto ex Presidente l'abbiamo tirata per le lunghe apparendo un pò maleducati nei confronti dei nuovi che hanno investito tanti soldi ma Paolone per noi è stato il primo amore, la persona matura che ti conduce in un mondo sconosciuto facendoti perdere la verginità calcistica.
Ora è lei, avvocato Stronati, il punto di riferimento dei tifosi; non ci deluda e vedrà di cosa è capace Siena.
Ben arrivato a lei ed ai nuovi quadri societari.

lunedì 11 giugno 2007

Colpi di spugna

Il campionato del Siena è ormai finito, fortunatamente bene, ora è il momento dei bilanci, dei programmi, delle riflessioni.
In queste calde giornate di giugno infatti c'è tutto il tempo per ripercorrere con tranquillità i momenti salienti della stagione appena conclusa.
Ed è impossibile non riservare nella nostre considerazioni un posto di primo piano a Paolo De Luca.
Dalla sua scomparsa a oggi il Presidente è stato celebrato in tanti modi, se ne è parlato tanto, sia dell'uomo che del Presidente, ma quello che oggi mi fa più riflettere è come nei messi successivi la sua scomparsa tutti quegli elementi che legavano il nome di De Luca alla Robur siano andati via via scomparendo.
Non vuole assolutamente essere una critica, tanto meno una polemica, ma non possiamo fare a meno di notare che nel nuovo Siena, di Paolo De Luca non c'è praticamente più traccia.
Strano ma vero.
La stagione 2006-2007 infatti era iniziata con la presentazione della squadra in Piazza Salimbeni con l'ingegnere che sembrava tornato il protagonista trascinatore di un tempo. Cori, quel braccio alzato che tante volte ci aveva fatto “gasare”, un nuovo sogno – l'Europa – da inseguire e una folla festante tornata ad acclamarlo come un tempo. Lo stemma del “De Luca Group” campeggiava un po' dappertutto, maglie, tute, cartelloni pubblicitari, insomma il Siena “era” De Luca.
Poi sappiamo tutti com'è andata: l'ingegnere, per “cause di forza maggiore”, ha dovuto mollare e vendere la Robur all'avvocato Lombardi Stronati.
Da allora il Siena targato De Luca è andato inesorabilmente dissolvendosi, a piccoli pezzi.
Pochi giorni dopo la sua scomparsa, dal sito ufficiale spariva il logo del “De Luca Group”, poi “misteriosamente” riapparso dopo pochi giorni (forse qualcuno aveva avuto il sentore di essere stato un po' frettoloso...) e oggi nuovamente rimosso.
Poi le prime dichiarazioni dei nuovi proprietari che, legittimamente, sostenevano di voler cambiare alcune cose.
Iniziavano a vacillare le posizioni di alcune delle figure nominate da De Luca: il responsabile del settore giovanile, Cianciolo, il segretario Osti (che tuttavia ad oggi sembra confermato); voci più o meno attendibili (poi confermate dai fatti) mettevano in dubbio anche la conferma del Ds. Perinetti e dell'allenatore Beretta.
Il vecchio Consiglio di Amministrazione si scioglieva per fare posto al nuovo in cui tuttavia non è presente nessun consigliere del passato. L'unico elemento di continuità era rappresentato dal Vice presidente Mangiavacchi, sebbene egli stesso lasciasse intendere che il suo futuro era piuttosto incerto.
A campionato finito si sono poi delineate molte delle posizioni dubbie: sia Beretta che Perinetti hanno lasciato il loro incarico, Claudio Mangiavacchi ha ceduto le proprie quote al Consorzio Malizia uscendo, dopo 8 anni, dai quadri dirigenziali.
Insomma nel giro di un campionato, la gestione De Luca è stata completamente cancellata sia per quello che riguarda i quadri dirigenziali che quelli tecnici.
Come si dice, c'est la vie, è la vita, si volta pagina.
La nostra speranza ovviamente è che il nuovo Siena targato Lombardi Stronati ci possa dare almeno le stesse soddisfazioni che abbiamo avuto dalla gestione De Luca con magari un po' di tranquillità in più. Le salvezze e le iscrizioni all'ultimo tuffo di questi ultimi anni hanno inesorabilmente indebolito le nostre coronarie, probabilmente non reggeremmo ad altrettanti patimenti del genere.
Quello che non cambierà nonostante la completa trasformazione del Siena è la nostra passione, incrollabile, incondizionata, genuina. Chiunque ci sia alla guida, noi sosterremo sempre la nostra amata Robur.

Vomerone

mercoledì 6 giugno 2007

Il tornello della passione

Dopo qualche giorno di silenzio, e dopo aver letto muri, email, articoli, dopo aver condiviso in parte o tutto quelle preoccupazioni paventate da molti, ho tratto delle considerazioni personali.
Prima di tutto, quella in cui il nostro spirito contradaiolo che emerge in tutta la nostra esistenza, figuriamoci, se non poteva emergere per il Siena. Ma questa cosa io la ritengo largamente positiva: il nostro cavillare fino a spaccare... la parola di un articolo vivisezionarla e leggerla in modi diametralmente opposti ci da la possibilità di avere la coscienza pulita nel dimostrare che noi a Siena, sulle cose che ci premono non permettiamo a nessuno di prenderci per il didietro, sia questo nessuno il Monte sia Stronati sia – per il passato – anche il compianto De Luca.
E proprio su De Luca mi soffermo: questi anni passati sotto la sua gestione ci avevano fatto vivere situazioni paradossalmente opposte.
La paura della retrocessione in C – con il sogno non solo della A ma dell'Europa; una volta raggiunto il paradiso, ecco la paura delle giornate estive con i giocatori che evitavano accuratamente Siena ma che poi a gennaio facevano il viottolo per venirci, le salvezze con gli occhi della tigre ma la paura della mancata iscrizione poi sempre scongiurata.
Una cosa però è stata comune denominatore: insieme alla dichiarata passione di De Luca (non sempre ritenuta tale da molti), la certezza che l'omino di Napoli quando dava la sua parola difficilmente si ringambava.
C'era insomma un progetto, forse naif, forse non al passo dei tempi delle grandi aziende calcio che conosciamo (ma anche di quelle... piccole: il Parma ci ha fatto vedere quanti interessi possono bollire in pentola non appena si è alzato il coperchio), ma che sempre partiva dal vedere le casacche bianconere ai nastri di partenza con una propria dignità. Sia questa fatta con gli arrivi dell'ultima ora, sia quella delle sparate contro chi pensava di voler “normalizzare” la piazza.
Credo che a noi tutti tifosi della Robur manchi quest'anno la sicurezza “provvisoria” di De Luca, il suo pensiero che poteva fare incazzare o poteva non essere condiviso nei modi o nelle forme ma che alla resa dei conti si dimostrava anno dopo anno sempre concreto negli aspetti principali che per noi senesi era sì l'(ovvia)iscrizione al campionato, ma anche il buttare il cuore oltre l'ostacolo per il raggiungimento della meta.
Credo anche che noi tifosi veri della Robur abbiamo paura di volerci dire che quella sicurezza deluchiana, possa aver lasciato il posto a qualcosa che non abbia bisogno tanto della passione per far pulsare il “vecchio cuore bianconero” quanto dei dollari, che non abbia più necessità di confrontarsi con la piazza, perché la piazza è stata tranquillamente sorpassata.
Abbiamo paura che, questa volta, al posto dei modi pittoreschi di De Luca, ci faranno incazzare l’indifferenza e il distacco.

Franz

lunedì 7 maggio 2007

Società, yuh... huuu.....ci sei?

Un mese dal passaggio di consegne delle azioni della Robur alla nuova proprietà e ad oggi i cambiamenti sono stati molto più istituzionali che materiali: cambiato il presidente, l’amministratore delegato, alcuni membri del CDA, ma quello che non è cambiato in sostanza è la presenza della Società!!
Durante la fase di passaggio pensavamo che questa latitanza fosse dovuta solo ed esclusivamente ad un momento intenso in cui le parti si dovevano incontrare per mettersi d’accordo su alcuni punti ma, ad oggi, con il nuovo consiglio di amministrazione in carica, la società fa fatica a stare vicino alla squadra e ai tifosi!!! O MEGLIO.........!!! a noi fa questa impressione!!!
Dovrebbe essere un momento di coesione e invece veniamo a sapere dalla TV che il “duro dialogo” tra Beretta e Stronati, non c’è stato nonostante un giornale locale affermasse il contrario, inoltre il Patron Stronati non era neppure a Siena durante la partitella del giovedì prima del ritiro a Monza, né c’era durante Siena-Inter perché (giustamente) era a festeggiare la promozione con la Valle del Giovenco in C2, insomma, noi tifosi siamo preoccupati dalla classifica della Robur e ad aggravare ancor di più le nostre paure ci si mette anche questa gestione poco chiara della nuova Società.
Perché le cose le dobbiamo sapere solo da Perinetti? Perché viene mandato a rilasciare dichiarazioni solo Fabrizzi che è pur sì presidente del Siena, ma non detiene la maggioranza delle azioni? Perché l'Avvocato Stronati non ha mai voluto mettere la sua faccia in primo piano nonostante abbia speso 25 milioni di euro per rilevare la Società?
Eppure a noi tifosi basterebbe poco, basterebbe sapere che c’è stato un dialogo tra staff tecnico e staff dirigenziale, che sono state prese delle decisioni, che c’è unità di intenti da parte di tutti a far sì che il patrimonio “serie A” non venga distrutto!!!
Invece ci sembra che la Robur, sia lasciata così al suo destino, come a dire che anche se si va in B, non è così grave!!
Insomma, questa nuova Società ha voglia di fare quadrato intorno alla squadra e all’ambiente oppure aspetta come una manna dal cielo che il destino tanto agognato da alcuni in città si compia senza averci messo mano?
Società, ci sei? Se ci sei, batti un colpo per piacere!!!

momo

mercoledì 21 marzo 2007

Ci stanno massacrando?

Mi sono sempre chiesto nei sogni di bambino se la gloriosa Robur un giorno avrebbe potuto incontrare squadre di serie A. Erano anni cupi quelli, fatti di tanta serie C, di poche certezze e di programmi inesistenti.
Poi si sa, nella vita,come nello sport e in tutto quello che ci circonda ci può essere la svolta spesso cercata, spesso ottenuta per caso forse come premio a tanti anni di sofferenza.
Ed è per questo che ci ritroviamo in serie A dopo 94 anni di mediocrità; per caso!!! Perchè nessuno avrebbe mai pensato ad una promozione all’indomani di una salvezza miracolosa in B.
Ma si vede che anche il “destino” si era rotto le tasche di vederci sempre navigare in acque agitate ed ecco quindi, come premio, una clamorosa promozione in serie A a coronamento di un campionato cadetto che ci ha visto primeggiare senza rivali!!!
Mi sarei aspettato una mistificazione dell’evento, un susseguirsi di gioia e di clamore da parte di tutta la città, Istituzioni, Banca, giornalisti... Invece, tranne che nei primissimi periodi di serie A, tutto questo entusiasmo si è affievolito come il fuoco di una candela al vento, quasi a dimostrare che del calcio a Siena, tranne che a quei 3000 “sfigati” di sempre, non importa niente a nessuno!!!
Il presidente De Luca, nonostante i suoi pregi e i suoi difetti, non veniva risparmiato in niente, sempre attaccato da critiche feroci della stampa cittadina che lo volevano coinvolto nello scandalo scommesse, pieno di debiti, ad elemosinare sempre soldi, nonostante da ogni situazione lui uscisse sempre pulito e senza macchia... Insomma, alla fine sono riusciti a far apparire “mascalzone” l’unico uomo che fino ad oggi ha realizzato il più grande sogno della pluricentenaria Robur.
Mica che sia stato un santo per carità…!!!!, nessuno diventa presidente di una squadra di calcio per beneficenza, però una parola buona spesa per lui era quasi impossibile sentirla o vederla scritta. Chissà perchè? Forse aveva svegliato troppo la sonnacchiosa Siena abituata da sempre a vivere sotto le spalle della Banca e delle Istituzioni? Chissà... A pensar male si fa peccato, diceva un illustre politico, ma spesso ci s’azzecca!!!! Mah...
E’ finita l’era De Luca, sembrava che dietro le promesse del primo cittadino e della banca ci fosse la fila per comprare il Siena, ed invece ci troviamo di fronte a pochissime offerte, una delle quali fatte dall’Avv. Lombardi Stronati che viene ritenuta dalla banca, che fungeva da intermediario, interessante. L’Avvocato si compra le sue quote, De Luca si defila: comincia la nuova era.
Scopriamo da un articolo de “L’Espresso” venuto fuori come un fulmine a ciel sereno che l’Avvocato Stronati ha avuto qualche vicenda giudiziaria, subito da lui smentita!!Ha chiesto i danni e ha rincuorato i tifosi di stare tranquilli!! Poi, da quell’episodio il silenzio...!!!
Esatto...!!!! Il silenzio è quello che più contraddistingue questo periodo. Forse noi come tifosi vorremmo veder tutti giorni pubblicare sulla stampa odi alla Robur, ma fattostà che di questo signore (e del suo socio Angeloni), di cui nessuno mette in dubbio le capacità gestionali, non è stato detto più niente: solo una cosa, e cioè che il designato a fare il presidente è Pierluigi Fabrizi, appassionato tifoso da sempre della Robur!!! Però bisogna ammettere che nessuno ha mai visto in Tv il nuovo acquirente, nessuno lo ha mai sentito parlare, nessuno sa quali sono i programmi e le idee di questo signore che si è comprato l’80% della nostra passione!! Silenzio in tutto, nonostante ci sarebbe da smadonnare come turchi per tutti gli errori arbitrali che ci hanno condizionato, nonostante ci sarebbe da entrare in LEGA e alzare la voce. Ma forse tutto questo non è fattibile perché ancora non sono entrati in prima persona nella Società, vero?
Insomma,... la nuova proprietà è entrata in punta di piedi, quasi a non voler disturbare un giocattolo che si sta rompendo. C’è stato solo un colloquio con la squadra a cui non era presente né il Mister né Il Ds Perinetti. A creare ancor di più allarmismo tra i tifosi di questa poco chiara situazione, ci si mette anche un articolo su “Tuttosport” scritto da un giornalista senese, che spiega quello che sarebbe il disegno architettato dai piani alti per le sorti della Robur. Nessuno della Società o del Palazzo ha commentato l’articolo...!! Solo il silenzio...!!
Allora, una volta per tutte, qual è il destino del calcio a Siena?
Ha un futuro oppure dobbiamo stare in paradiso a dispetto dei santi e sopportare le meschine trame di chi ci vuole in B o meglio ancora in C?
Dove sta la verità? C’è Spazio a Siena per il calcio o l’unico sport che deve primeggiare deve essere il Basket?

momo

venerdì 16 marzo 2007

Un espresso senza zucchero

Durante il passaggio di consegne tra De Luca e la nuova proprietà, si erano avute varie avvisaglie su voci che riguardavano il probabile nuovo proprietario del Siena, Lombardi Stronati.
Oggi Vittorio Malagutti su L’espresso, innesca la bomba che può far esplodere i tifosi del Siena, facendo il resoconto dei guai passati e guai potenziali, su cui l’avvocato romano è andato ad incagliarsi navigando nel torbido mare degli affari finanziari e immobiliari, in cui si sa, il lecito e l’illecito hanno confini praticamente inesistenti.
A parte questo, l’esperto giornalista che ricordiamo è autore di libri e articoli per Repubblica, Corriere Della Sera, Espresso, che riguardano scandali finanziari e calcistici, si spinge su ipotesi e previsioni che implicano il Siena Calcio, sia per quanto concerne i nefasti risultati sul campo che sulle nefasta prospettiva di iscrizione al prossimo campionato.
Queste litanie però, ci ricordano film già visti negli anni passati, quando su dei dati di fatto si costruiscono prospettive che gli autori degli articoli probabilmente si auspicano. Un esempio? Il caso Gea. Il dato di fatto era che il Siena aveva giocatori della Gea, le prospettive costruite e probabilmente auspicate da certi giornalisti era che il Siena per questo, sarebbe stato sicuramente penalizzato. Lo abbiamo letto sui giornali locali, lo abbiamo letto sui giornali nazionali, adesso leggiamo su un importante settimanale, che ha fatto ultimamente del giornalismo militante il suo fiore all’occhiello, che il Siena è in brutte acque.
Sicuramente Vittorio Malagutti è un esperto del settore, ma ci sarebbe piaciuto una militanza maggiore con riscontri oggettivi, magari fingendosi un piccione e ascoltare dal davanzale di una finestra tutto quello che avveniva nelle stanze dei bottoni, così da dare consistenza alle ipotesi di probabili crack del Siena a livello calcistico e non.
Un articolo del genere crediamo, si possa leggere su ognuno dei presidenti delle Società di Calcio di A e B, anche se il “mal comune mezzo gaudio” non ci rincuora per niente, viste le ampie garanzie che Comune e MPS si sono prodigate ad elargire al popolo roburrino, per quanto riguardava i nuovi acquirenti del Siena Calcio.
Non si capisce perché dipendenti e clienti delle banche, devono essere totalmente immacolati per continuare ad avere rapporti lavorativi e debitori, mentre poi ad altissimi livelli si permettono di imbastire trame con persone della fedina penale incerta. Parliamo in generale per carità, non certo sul caso specifico.
Visto che il tenore dell’articolo di Malagutti è molto vicino all’illazione, si può rimanere sullo stesso terreno. Chissà, magari è stato imbeccato da qualcuno per colpire MPS ed i suoi alleati, vista anche la battaglia sotterranea che c’è a livello nazionale contro l’Istituto Senese. In fondo il gruppo editoriale di cui L’espresso fa parte, è sempre stato vicino politicamente a chi non è mai andata giù l’indipendenza del Monte dei Paschi di Siena e l’ha osteggiata con tutti i mezzi possibili, per di più anche il Sig. Malagutti dovrà rendere conto al proprio datore di lavoro.
Comunque nelle vicende che riguardano la Robur accadono sempre situazioni singolari, quasi paranormali. Nell’era De Luca la stampa locale faceva a gara a chi la sparava più grossa, oggi invece sulla nuova proprietà ci sono degli “omissis” grossi come il Palazzetto.
Forse chi smista il traffico dovrebbe essere un po’ più attento all’amor di verità, anche se come sopra, deve rendere conto al datore di lavoro.
L’unico che ha il titolo per maneggiare il Siena a questo punto è Lombardi Stronati, noi tifosi si può solo sperare che lo maneggi con cura e agisca “anche” per il bene del Siena e comunque sia è inutile andare a spaccare il capello con falsi moralismi facendo crociate d’integrità e rettitudine. Ricordiamoci che siamo nel mondo del Calcio e per di più in Italia.
Ma l’avvertimento che possiamo dare a tutti, è che le nostre denunce saranno implacabili verso chiunque tenti di fare il furbo, passando sulla passione genuina dei tifosi del Siena.
Al momento sarebbe gradito almeno un chiarimento.

GBN

mercoledì 7 marzo 2007

Facciamoci un esame di coscienza

L'avventura con Paolo De Luca Presidente sta volgendo al termine anzi è già terminata e manca solo che a questo epilogo metta il timbro dell'ufficialità un notaio.
Da quando Banca Impresa del gruppo MPS ha ricevuto l'incarico di vendere le azioni dell'A.C. Siena spa detenute dalla società di Paolo De Luca molti si sono succeduti nei ringraziamenti all'omino di Napoli; addirittura gente che si dovrebbe vergognare anche solo a guardarlo in faccia che dopo aver fatto tutto quanto poteva per toglierlo di mezzo ora ne tesse l'elogio.
I coccodrilli sono più onesti, almeno loro lo fanno per fame.
In questo articolo noi vogliamo analizzare nella maniera più sincera possibile come si è comportata Siena, nelle sue varie componenti, nei confronti di questo pazzo e pittoresco Presidente.
Tutti quanti quando abbiamo dei rapporti con una persona assumiamo atteggiamenti e teniamo comportamenti di vario tipo a seconda anche del momento, del tipo di rapporto (professionale, passionale, etc etc etc) e ahimè, anche a seconda di come vogliono altri; piccole regole che abbiamo potuto riscontrare anche a Siena in questi 5 anni di convivenza con De Luca.
Quei cinque anni che sono passati da quando Siena conobbe De Luca in quella fredda sera a Vico Alto nell'inverno del campionato 2001/02 dove alla gente presente e inviperita sarebbe bastato sentire parole di rassicurazione sul futuro che si chiamava serie C ed invece già allora PDL spiazzò tutti promettendo la salvezza e ci ricordiamo benissimo di un tifoso che gli si rivolse dicendogli più o meno "Lei mi sembra un extraterrestre"............ lì cominciò l'era De Luca.
Da allora fu una lenta ed inesorabile ascesa della Robur con un entusiasmo generale che andava dalle istituzioni ai tifosi passando per la stampa e viceversa: trasferte di massa con pulman organizzati da club e contrade (oggi ce n'è rimasta almeno una che organizza il pulman?), articoli sui giornali, cene in contrada tutte le settimane e cori entusiasti per il grande Paolo De Luca in ogni ambito come se fosse il giocatore più celebre della rosa, ma lui era di più.
Addirittura fu fatto un pranzo dentro il Castellare con il Presidente e tanti tifosi prima di una partita in casa questo per dire che alla Robur ed al suo condottiero veniva spalancata qualsiasi porta e lo stesso Paolo De Luca era disponibile con tutti e si divideva pur di accontentare le mille richieste che aveva.
Crediamo di non mentire nell'affermare che ha partecipato a tutte le cene indette dalle contrade e probabilmente qualche volta sarà stato stanco, avrà avuto da pensare agli affari suoi, etc. etc. etc........... ma non ha mai dato mandato a nessuno di leggere il classico bigliettino con scritto "il Presidente si scusa ma degli impegni di lavoro lo costringono suo malgrado a non partecipare al vostro convivio. Buon appetito a tutti e Forza Siena!" No, non l'ha mai fatto, c'è sempre stato, affabile ed entusiasta come sempre, lì al centro della scena come uno showman proprio perchè lo sentiva come un dovere ed un segno di rispetto nei confronti della gente che si aspettava questo da lui.
Ma Siena ha ricambiato il rispetto di quest'uomo? Lo ha ringraziato a sufficienza per ciò che ha regalato alla città? Nei momenti di difficoltà gli ha dato solidarietà? Noi crediamo proprio di no e questo è rivolto a tutti, salvo poche eccezioni!
In altre realtà abbiamo visto che a Presidenti che hanno portato la squadra in serie A sono state consegnate le chiavi della città; era così difficile dare il Mangia d'Oro a Paolo De Luca? Non vale come uno scudetto vinto la promozione in serie A di una squadra di una città di 60000 persone? Evidentemente non è così visto che gli unici riconoscimenti gli sono stati attribuiti dai tifosi come il premio Robur ed altro anche se sicuramente PDL, conoscendolo, li ha graditi di più ma non avergli dato un premio a livello cittadino è stata una grossa mancanza.
Purtroppo Siena, perlomeno una parte, si è comportata com'è sua natura; diffidente con i forestieri, festosa e partecipe finchè è ganzo e fà moda (in quel periodo ho visto in curva gente che al Rastrello al massimo ci parcheggiava la macchina), indifferente o peggio nel momento di difficoltà.
E come in tutte le storie belle anche in quella con De Luca ci sono stati momenti sportivamente difficili come al termine della prima stagione in serie A con lo scandalo del calcioscommesse che investì alcune squadre tra cui il Siena. In questo periodo le istituzioni non hanno mai preso posizione in maniera importante a difendere l'A.C. Siena dalle accuse ricevute mentre a livello stampa i giornali nazionali trattavano la Robur in modo migliore di quelli locali dove praticamente la sentenza era quasi già scritta.
Basta fare un paragone con una realtà calcistica a noi vicina dove lo scandalo Moggiopoli ha visto Sindaco, giornali e tutto il resto arrampicarsi sui vetri per difendere la squadra della città per capire che a Siena non fù fatto abbastanza anche se poi tutto si è risolto per il meglio......come De Luca diceva.
Possiamo veramente dire che da quel momento si cominciò a vedere da che parte stavano alcuni e da che parte stavano altri perchè chi trova un amico trova un tesoro ma gli amici veri si vedono nel momento del bisogno ed infatti, passato il momento dell'apice in cui tutto era bello e tutti erano felici, anche qualcuno che chiaramente fingeva perchè non si poteva fare altrimenti, ebbero inizio una serie di alti e bassi com'è naturale che sia dove ognuno espresse la sua vera natura.
Nei rapporti PDL/Comune/Banca si passava dalla fase "siamo in piena sintonia con le istituzioni" a quella "le pacche sulle spalle non ci bastano più" in un teatrino all'apparenza inspiegabile ma che comunque ha portato la Robur ad avere uno sponsor di primissima fascia anche se non ha portato De Luca a costruire quello che dichiarava di voler fare; un pò perchè a Siena siamo abituati a fare tutto in casa ed un pò perchè i soldi per fare certe cose sembrava non ci fossero; oh, e lo dicevano all'angolo dell'unto ed in maniera più velata anche sui giornali.
Cominciavano così a vedersi le prime crepe nello splendido edificio che fino allora era sembrato inattaccabile; all'inizio la tifoseria tutta unita era sempre pronta a risistemare il danno, ripassare lo scialbo e dargli una verniciata ma poi complice qualche dubbio sapientemente insinuato (una notizia falsa a forza di propinarla spesso assume i connotati di una mezza verità), anche tra i tifosi cominciarono a formarsi correnti di pensiero diverse, apparve qualche striscione di troppo e si sentì qualche coro di meno.
Via via cominciarono ad essere più i denigratori che gli estimatori ed addirittura furono fatti sonetti e si occuparono della Robur e del suo Presidente anche animali che spesso abitano nei boschi ma forse la connotazione bancaria della città faceva sentire a casa questo animaletto che vive nelle buche ed esce prevalentemente di notte.
E di quelli che hanno abitudini solo notturne purtroppo non era l'unico da cui De Luca avrebbe dovuto guardarsi le spalle.
Ci eravamo dimenticati di dire che nel frattempo anche il teatro delle imprese bianconere ovvero il Rastrello aveva subito importanti modifiche e durante i lavori per edificare la curva Robur vennero fuori infiltrazioni mafiose in una ditta che aveva effettuato una piccola parte dei lavori stessi. Sui giornali sembrò palese l'accostamento con il Presidente napoletano che non c'entrava niente visto che i lavori erano a carico del Comune; davvero una scrupolosità notevole quella di dare una notizia di questo tipo in una certa maniera mentre ai giorni nostri quello che è un dato certo ovvero il fallimento dell'Avezzano quando c'era Angeloni Presidente (il dott. Angeloni che insieme a Lombardi Stronati rileverà l'A.C. Siena spa) non è stato nemmeno menzionato nei giornali locali.
Insomma si pubblicano illazioni ma si taccioni dati certi; bel modo di lavorare.
Diremmo che a questo punto siamo arrivati ai giorni nostri con qualche cavolata commessa anche dall'ingegnere ma che, visto che i tempi eran cambiati, ha portato sempre più persone nel partito dei denigratori quando invece la gratitudine per quello che una persona ti ha dato dovrebbe portarti ad essere più indulgente quando commette degli sbagli.
Insomma; dopo tante chiacchere da quando De Luca ha deciso di passare la mano c'è stata la guerra per comprare il Siena (almeno sembrava), ci sono stati sindacalisti che mettono divieti salvo poi accorgersi che il divieto era stato infranto per altre realtà già da tempo ma loro non se ne erano "accorti", debiti che crescono non si sà come visto che sono state fatte cessioni ben pagate ed acquisti a titolo gratuito, etc. etc. etc.......... insomma dicevamo; l'era De Luca è finita!
Noi tifosi accettiamo la nuova proprietà con entusiasmo e senza pregiudizi nonostante qualche piccolo sbaglio del passato (chi non ha mai sbagliato in vita sua!) del quale abbiamo fatto menzione solo per far notare la differenza di trattamento tra chi arriva e chi parte. Per il resto che ognuno si riveda nel ruolo o nei ruoli che ha interpretato in questa commedia ed interroghi la sua coscienza se ne ha una; ci dispiace essere stati un pò duri ma non si può raccontare sempre le novelle; d'altronde se volevate leggere delle cazzate non eravate su questo blog.

venerdì 2 marzo 2007

L’uomo dei sogni

Ci siamo. De Luca ha venduto. L’era del presidente che ci ha portato in serie A è finita.
Personaggio unico Paolo De Luca, capace di trascinare nel delirio una tifoseria intera come mai nessun altro aveva fatto prima.
Negli ultimi anni il calore nei suoi confronti si era un po’ raffreddato, per vari motivi, giusti o sbagliati, non importa, non mi va di discuterne in questo momento.
Voglio parlare soltanto di quello che ci lascia, sia come presidente che come uomo.
Indiscutibile il patrimonio sportivo: una squadra che affronta il 4° campionato consecutivo in serie A con buone probabilità di disputare anche il quinto, con una serie di attività collaterali che, se portate avanti nel modo giusto, potrebbero garantire la permanenza nell’elite del calcio per molto tempo ancora.
Ma voglio andare oltre le questioni strettamente sportive e soffermarmi su un aspetto che riguarda il modo di vivere la nostra dimensione calcistica di squadra provinciale: una cosa che sicuramente ci ha insegnato De Luca e che nessun obiettivo è impossibile da raggiungere.
Detta così forse sembra una stupidaggine ma se ripensiamo a tutta la presidenza De Luca la cosa assume tonalità diverse.
Paolo De Luca si è sempre posto come obiettivo traguardi che a tutti sembravano impossibili meno che a lui.
Mi ricordo quando fummo promossi in Serie B: in molti (me compreso, non lo nego) dicevano che ci saremmo stati poco, qualche anno al massimo e saremmo tornati nella nostra dimensione, la C1. Si diceva che Siena non era piazza che poteva reggere a lungo un campionato difficile come quello cadetto, dove ci si doveva confrontare con altre realtà numericamente ed economicamente più potenti di noi.
Al nostro secondo campionato in serie B il campo stava dando ragione ai pessimisti e, quando praticamente tutti erano ormai rassegnati, si presentò lui in un teatrino parrocchiale dicendo, solo contro tutti, che ci saremmo salvati.
Ed ebbe ragione.
L’anno dopo rilanciò. Il primo obiettivo impossibile era stato raggiunto, ne serviva un altro per continuare a sognare: avrebbe portato il Siena in serie A.
La gente sorrideva alle sue trionfalistiche affermazioni. «Contentiamoci di rimanere in serie B» si diceva. Ma lui non ascoltava nessuno, andava avanti con la sua “lucida follia”, convinto che anche quel sogno si sarebbe potuto avverare.
E pian piano il sogno prese forma, partita dopo partita, vittoria dopo vittoria. Credo che solo verso la fine del campionato mi resi conto che stavamo davvero andando in serie A, vivevo tutto con la consapevolezza che prima o poi saremmo crollati, che magari saremmo arrivati a un passo ma che non ce l’avremmo fatta, non era una cosa alla nostra portata.
E invece aveva ancora ragione lui, campionato vinto trionfalmente e squadra in Serie A.
Inizia l’avventura vera, ci si deve confrontare con squadre incontrate prima solo sporadicamente in amichevoli estive o in partite di Coppa Italia, e contro campioni visti solo nelle figurine.
Già molti pronosticavano il ritorno in serie cadetta per quell’anno al massimo per quello successivo, ma De Luca non cambia: «Il Siena non sarà una meteora, rimarremo in serie A quest’anno e ci rimarremo a lungo», dichiara senza timore ai mass media nazionali.
I fatti non lo hanno certo smentito.
Anche nelle vicende extra-calcistiche che hanno investito la Robur il suo ottimismo non era mai campato in aria: chi non si ricorda lo scandalo scommesse che rovinò la festa per la prima salvezza della serie A? La Robur sembrava spacciata, anche in città si pensava che c’era poco da fare, sembrava quasi impossibile che il Siena avesse potuto salvarsi senza ricorrere a qualche manfrina. Ma De Luca era sereno «ne usciremo puliti perché non abbiamo fatto niente» e cosi fu.
È per questo che mi piace definirlo “l’uomo dei sogni”, perchè non pone mai limiti alla propria capacità di ottenere anche i risultati più impossibili. Il suo essere sognatore si rivela anche nelle piccole cose, come il punto vendita del merchandising che, guarda un po’, si chiama “Sogno Siena”…
E allora, visto che è arrivato il momento in cui dobbiamo separarci, cosa dirti Presidente?
Grazie, per averci insegnato che siamo piccoli ma se vogliamo siamo più forti dei “grandi”;
Grazie per averci insegnato che niente è impossibile da raggiungere;
Grazie per averci dato la possibilità di dimostrare che anche noi della piccola ma fiera Siena, possiamo essere “pubblico di serie A”;
Grazie, perché se oggi ci sentiamo pubblico di Serie A, col palato che sta via via diventando sempre più fine (a volte anche un po’ troppo…), lo dobbiamo sicuramente a te;
Grazie, grazie, e ancora grazie per averci insegnato che non bisogna mai smettere di sognare: in fondo non costa niente e a volte i sogni… si avverano.
R.B.

martedì 27 febbraio 2007

Il nuovo Siena

Per i tifosi della Robur questi sono giorni di attesa, e non solo per gli appuntamenti sportivi, ma per quello che sicuramente rappresenterà una svolta nella storia della Robur, il passaggio di proprietà.
Già, De Luca, il presidente del sogno, della serie A, ha deciso di passare la mano e da alcune settimane si parla di cordate, di nuovi acquirenti, di progetti etc. etc.
Al momento l'acquirente che sembra destinato a spuntarla nella trattativa è Lombardi-Stronati, attualmente presidente della Valle del Giovenco, compagine che milita nella serie D abruzzese, coadiuvato da tal Emiliano Angeloni.
Tra i tifosi si è scatenata la caccia alle informazioni che ovviamente sono contrastanti. I tifosi della Valle del Giovenco, opportunamente interpellati, hanno detto solo cose positive, è spuntata però una notizia di circa un anno fa in cui Angeloni sarebbe stato protagonista del fallimento dell'Avezzano calcio.
Cerchiamo di non essere scettici in partenza, d'altronde alla fine sappiamo poco più di niente su queste due persone, ma una cosa la chiediamo con forza: CHI COMPRA IL SIENA DEVE FARLO PERCHÉ INTENZIONATO A FARE CALCIO E NON PERCHÉ ALLETTATO DA POSSIBILI OPPORTUNITÀ DI ESPANSIONE DEL PROPRIO GIRO DI AFFARI, o almeno non solo da quello.
Noi da una parte daremo tutto il nostro appoggio alla nuova proprietà ma saremo vigili, come gli altri tifosi affinchè si lavori per mantenere il Siena ai livelli cui si trova ora.